Pd, dalle macerie all’allargamento: per i dirigenti è l’ora di cambiare

Da Mammoliti ad Insardà, passando per Mirabello: gli errori commessi, i pezzi persi per strada e gli spunti per rilanciare l’azione politica del partito
Da Mammoliti ad Insardà, passando per Mirabello: gli errori commessi, i pezzi persi per strada e gli spunti per rilanciare l’azione politica del partito
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Per qualcuno bisogna adottare dei correttivi, per qualcun altro la retta via è stata intrapresa, per qualche altro ancora è sciocco nascondere l’evidenza. L’evidenza, in questo caso, è l’azione politica al momento inefficace condotta dal Partito democratico al Comune di Vibo Valentia. Un Pd che nemmeno un anno fa si era messo alla testa di una coalizione per fronteggiare un centrodestra col vento in poppa. E che infatti si è arenato sugli scogli di una disomogeneità evidente, tanto da essere replicata per filo e per segno nella distribuzione dei gruppi a Palazzo Luigi Razza. [Continua dopo la pubblicità]

Nicola Zingaretti e Raffaele Mammoliti

Raffaele Mammoliti è fresco di quasi 5.300 preferenze alle ultime regionali, che non gli hanno permesso per un soffio di entrare in consiglio, ma che gli permettono, forse oggi più di prima, di dire la sua in via Argentaria. «Sarebbe auspicabile tenere un fronte più unito possibile anche con le diverse opposizioni che ci sono nel consiglio comunale di Vibo. Il fronte si tiene se si dialoga – commenta Mammoliti -, ma se ognuno si chiude dietro la propria visione, pur legittima, è evidente che l’azione diventa meno efficace. Il gruppo si sta leggermente sfaldando, questo è sotto gli occhi di tutti». Il problema è il capogruppo? «No, questo non significa che il capogruppo e gli altri non stiano facendo la loro azione, anzi. Ma il vero cambio di passo potrebbe darlo soltanto il nuovo contenitore politico che prenderà vita con il congresso straordinario proposto dal segretario Zingaretti. È necessario arrivare a quell’appuntamento, entro questa primavera, accompagnando al “Progetto per il Paese” voluto da Zingaretti anche un progetto per la città, da redigere nell’assemblea di Vibo. È evidente – aggiunge il dirigente – che l’alternativa a questa amministrazione la costruiamo solo allargando il partito, dialogando col fronte progressista e con tutte le opposizioni, coagulando il dissenso che c’è verso chi oggi amministra».

Michele Mirabello

Che il Pd debba cambiare passo, e farlo a cominciare dal Comune di Vibo, è anche l’idea di un altro dirigente, Michele Mirabello, fino a qualche settimana fa consigliere regionale sotto la bandiera dem. «Per diversi motivi – spiega Mirabello – il gruppo ha perso qualche pezzo ma l’esigenza resta di organizzare il partito a Vibo e riorganizzare il ruolo dell’opposizione nel consiglio. Fermo restando – aggiunge – che ora c’è un coordinamento che si sta occupando di ridare vita all’azione positiva da parte del circolo. E spetta proprio al coordinamento riallacciare il filo con altre aree, penso ad esempio all’opposizione che fa capo ad Antonio Lo Schiavo, che hanno tutto l’interesse e la volontà di avviare un percorso con noi». Mirabello allarga il discorso per dare una lettura complessiva del dato politico emerso dalle regionali: «È vero che perdiamo le elezioni, perdiamo appeal, però nel contempo i dati dicono che i risultati di Mammoliti, Lo Schiavo, Consoli, il mio, sono la chiara manifestazione di energie orientate a sinistra che credono nel rapporto tra il Pd e la città. C’è gente come Lo Schiavo che guarda al Pd ma con cui ancora non intende stringere rapporti. Noi è lì che dobbiamo lavorare, partendo dal rinsaldare il ruolo dell’opposizione in consiglio. E poi – conclude Mirabello – Vibo deve andare a congresso rapidamente, serve un coordinatore cittadino e servono i singoli segretari dei quattro circoli della città».

Enzo Insardà, segretario provinciale del Pd
Enzo Insardà

Enzo Insardà, segretario di federazione, è anche alla guida del coordinamento cittadino. Sul Pd che perde pezzi in consiglio non la vede così: «La Pugliese, che è subentrata a Lo Bianco, non era nostra candidata e non è mai stata iscritta. Su Lo Bianco è intervenuto un provvedimento giudiziario, ed anche uno nostro, politico, perché su quelle cose non guardiamo in faccia nessuno. Mentre Russo ha spiegato di non avere avuto problemi col gruppo o ideologici. Credo che la sua scelta si stata dettata da interessi personali, non politici. Purtroppo chi non ha una formazione politica e viene catapultato in un gruppo, poi sceglie un orientamento sulla base di altro». Quanto al Comune di Vibo, il vero problema starebbe nella maggioranza. «Mi chiedo: in una situazione finanziaria drammatica come la nostra è possibile che l’assessore al Bilancio, che tra l’altro è l’unico elemento della giunta realmente tecnico e competente, sia completamente assente da questa città?».

Insardà contesta anche la ricostruzione per la quale non vi sarebbe comunicazione tra il gruppo del Pd e gli altri mini-gruppi della minoranza: «Negli ultimi tempi si è aperto un dialogo con tutte le forze d’opposizione; se escludiamo Comito con cui ideologicamente siamo all’opposto, con gli altri si sta lavorando. Io penso che anche dalle dichiarazioni fatte ultimamente da qualcuno ci sia stato un riavvicinamento. Ad esempio, all’analisi del voto di domani ho invitato Antonio Lo Schiavo, anche lo stesso Pippo Callipo, noi vogliamo allargare il nostro fronte. Con queste persone bisogna aprire il confronto, ma per fare politica dobbiamo allontanarci dalla rappresentazione personale: più noi e meno io».