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«Si preoccupi di altre “commissioni”», la replica di Disì a D’Agostino è al vetriolo

Il componente del comitato provinciale di garanzia del Partito democratico risponde a muso duro al segretario di circolo di Tropea: «ho denunciato fatti documentati».

«Si preoccupi di altre “commissioni”», la replica di Disì a D’Agostino è al vetriolo

«Leggo con stupore la dichiarazione del presidente del consiglio comunale di Tropea, che, finora, non ho mai avuto il piacere di conoscere di persona. Non penso di aver offeso la sensibilità o il modo di fare politica di qualcuno. Il sottoscritto in virtù del ruolo che occupa in commissione provinciale per il congresso ha denunciato un fatto, di notevole gravità che non ha bisogno di ulteriore commento».

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La replica di Giuseppe Disì a Sandro D’Agostino è secca e puntuta. La pratica tesseramento nel Partito democratico in vista del prossimo congresso provinciale sembra destinata a rimanere aperta nonostante gli esponenti più autorevoli della Commissione provinciale di garanzia, Puccio e Riserbato, tentino di gettare acqua sul fuoco delle polemiche scaturite proprio dalle denunce di Disì sulla distribuzione anticipata delle tessere ai circoli di provata fede “censoriana”.

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«Per mia natura – spiega ancora Disì – e per l’alto rispetto delle regole che ho sempre avuto, lascio l’infruttuosa polemica a chi di regole pare ne capisca ben poco. Inoltre, partendo dal presupposto che l’intera collettività è perfettamente a conoscenza degli ultimi “particolari” avvenimenti che riguardano il Comune di Tropea, posso comprendere lo stato d’animo del consigliere D’Agostino che, essendo stato impegnato in tali vicissitudini non avrà avuto modo di approfondire la questione che con molta umiltà e spirito di servizio, ho giustamente sollevato».

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E qui il riferimento di Disì va ai «misfatti che il sottoscritto sostiene» e che «sono ampiamente provati, e per questo mi permetto di suggerire allo stesso consigliere che ben altri problemi interessano ai suoi concittadini che si trovano ad essere spettatori di una situazione amministrativa a dir poco imbarazzante».

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