Sanità, Miceli: «Il Governo svincoli la Calabria dal Piano di rientro»

Il consigliere comunale di Vibo invita la classe politica regionale a fare pressione: «Il vincolo ci impedisce di dare risposte immediate in termini sanitari»
Il consigliere comunale di Vibo invita la classe politica regionale a fare pressione: «Il vincolo ci impedisce di dare risposte immediate in termini sanitari»
Informazione pubblicitaria
??????????
Informazione pubblicitaria

«La pandemia da coronavirus che sta coinvolgendo ormai in misura esponenziale il nostro Paese richiede, da parte del servizio sanitario regionale calabrese, l’attuazione di rapidi provvedimenti che consentano nell’immediato la realizzazione di un efficiente ed efficace intervento dei nostri presidi ospedalieri e dei servizi territoriali, che, già con poche e inadeguate risorse, cercano di fronteggiare al meglio la grave situazione che si è determinata». Ad affermarlo è Marco Miceli, consigliere comunale di Vibo Valentia, che aggiunge: «È necessario un immediato decreto governativo che svincoli la Calabria dal piano di rientro. I vincoli che impone il piano di rientro non consentono la realizzazione di rapide procedure fondamentali per gestire l’emergenza, né l’urgente reclutamento di personale sanitario idoneo a fronteggiare la condizione che si presenta nella nostra regione, dove nei prossimi giorni potrebbe verificarsi un aumento dell’incidenza dei casi di Covid-19».

LEGGI ANCHE: Coronavirus Calabria, il bollettino della Regione al 14 marzo

Da qui l’invito ai parlamentari calabresi, al consiglio regionale e ai sindaci della Calabria «a sollecitare il Governo nazionale affinché adotti i necessari strumenti di legge per svincolare l’azione delle Asp e delle aziende ospedaliere calabresi». Infine, ribadita «l’impellenza di adottare rapidi provvedimenti che tendano in tempi brevissimi al reclutamento di personale sanitario di più profili e qualifiche, al di fuori da limiti imposti dal vigente commissariamento per il piano di rientro, che già di per sé, nel corso di un decennio, non ha prodotto i risultati sperati, ma ha aggravato la situazione sanitaria».

Informazione pubblicitaria