Elezioni regionali, due vibonesi presentano ricorso al Tar

Entrambi candidati nello schieramento di centrosinistra a sostegno di Pippo Callipo, ritengono di avere i numeri per poter superare gli eletti davanti a loro
Entrambi candidati nello schieramento di centrosinistra a sostegno di Pippo Callipo, ritengono di avere i numeri per poter superare gli eletti davanti a loro
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Due candidati vibonesi al consiglio regionale, risultati non eletti alle consultazioni del 26 gennaio nell’area della Calabria centrale, hanno presentato ricorso al Tar per il riconteggio dei voti, con la speranza di potere entrare a Palazzo Campanella. Si tratta di Domenico Consoli della lista Io resto in Calabria, e di Raffaele Mammoliti della lista Partito democratico. Entrambi si sono rivolti al Tribunale amministrativo regionale di Catanzaro ritenendo di avere ottenuto più voti validi di quelli che sono stati loro effettivamente assegnati. Voti che, nei rispettivi calcoli, consentirebbero ai ricorrenti di scalzare coloro che gli sono giunti davanti ed hanno varcato la soglia (si fa per dire, il consiglio non si è ancora insediato) di Palazzo Campanella.

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Consoli, candidato nella lista di Pippo Callipo, secondo i calcoli del ministero ha ottenuto 3.684 voti validi, mentre il catanzarese Francesco Pitaro, risultato eletto, 3.717, appena 33 in più. Mammoliti, nel Pd, si è fermato a 5.287 voti validi, 79 preferenze in meno dell’eletto Luigi Tassone che ha raggiunto i 5.366. Uno scarto più ampio rispetto a quello rivendicato da Consoli, ma che il sindacalista ritiene comunque colmabile in base ai suoi conteggi. La discussione è fissata per giugno.

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