giovedì,Giugno 17 2021

Vibo-Pizzo fuori dall’Alta velocità, Pitaro: «Scelta che va rivista»

Il consigliere regionale interviene nella querelle della mancata fermata di Frecciarossa e Italo nel Vibonese: «Serve sforzo comune della politica regionale». Lebrino (Psi): «Scelta discriminatoria»

Vibo-Pizzo fuori dall’Alta velocità, Pitaro: «Scelta che va rivista»
Vito Pitaro

«La scelta di Trenitalia e di Ntv di escludere la stazione di Vibo-Pizzo dalle fermate di Frecciarossa e Italo, che da giugno collegheranno Reggio Calabria a Torino, va assolutamente rivista. La nostra è una delle province a più alta densità turistica della Regione che, soprattutto nella stagioneestiva, necessita di quanti più collegamenti possibili per renderla accessibile». A riferirlo in una nota è il consigliere regionale del gruppo Santelli presidente, VitoPitaro

«Questo – spiega il consigliere vibonese – vale soprattutto nella stagione estiva che sta per arrivare, che nonostante le incertezze legate alle misure di contenimento del coronavirus, sta vedendo la “Costa degli Dei” protagonista di numerose prenotazioni. Segnale importante, che giunge grazie ai grandi sacrifici degli operatori turistici e dei sindaci dei centri costieri vibonesi. Per tale motivo, ritengo opportuno, mettere in campo uno sforzo comune da parte della politica regionale, al fine di far rivedere la scelta di escludere la stazione di Vibo-Pizzo dalle fermate di Frecciarossa ed Italo. Serve che sia fatta una richiesta formale a Trenitalia ed a Ntv. La nuova grande pagina del trasporto ferroviario in Calabria deve prevedere una fermata a Vibo Valentia-Pizzo. Se questa offerta nasce al fine del rilancio della nostra regione soprattutto in funzione della stagione turistica, è rispettoso da parte di tutti tenere in considerazione la nostra provincia».

Lebrino (Psi): «Scelta discriminatoria»

Gian Maria Lebrino
Gian Maria Lebrino

Tra i commenti critici anche quello di GianMariaLebrino, segretario provinciale del Partito socialista di Vibo Valentia. «I vibonesi – scrive – continuano ad essere figli un dio minore. Paghiamo sempre e costantemente sulla nostra pelle scelte scellerate e soprattutto discriminatorie. In questo caso dette scelte minano la nostra libertà e il nostro diritto di muoverci e viaggiare usando le ultime trovate della modernità.

Debbo constatare amaramente – prosegue – che. Il continuo abbandono del nostro territorio è figlio, purtroppo, della cattiva e/o non adeguata rappresentanza. La politica in primis s’interroghi e i cittadini una volta per tutte rivendichino il diritto di avere di più e meglio. Noi socialisti faremo quanto nelle nostre possibilità per tenere alta l’attenzione. Urge – conclude – una rivoluzione culturale e di costume per rivendicare i nostri diritti e cessare d’essere sempre e comunque, in ogni ambito, cittadini di serie B».  

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