Pd Vibo, “fuoco amico” sul segretario provinciale Insardà

Il dirigente dem Franco Arena lo provoca: «È ancora portavoce di chi ha contribuito ad evitare che Vibo diventasse politicamente determinante o è pronto ad accettare nuove sfide?»
Il dirigente dem Franco Arena lo provoca: «È ancora portavoce di chi ha contribuito ad evitare che Vibo diventasse politicamente determinante o è pronto ad accettare nuove sfide?»
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Pd Vibo, al centro il segretario Enzo Insardà
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Franco Arena (Pd)

Una maggioranza inadeguata. O per usare le sue precise parole “inconsistente”. Alla quale va opposta un’alternativa credibile, maturata nella cornice di un quadro “rinnovato e coeso”. Un affondo alla Giunta di centrodestra alla guida della città di Vibo, si direbbe. Quindi nulla di nuovo, specie se a parlare è un dirigente del Pd vibonese come Franco Arena. Senonché, il commento sull’ultimo scivolone della maggioranza guidata dal sindaco Limardo che si è dovuta arrendere all’ineluttabilità dei fatti e a quell’irregolarità nella convocazione dell’ultimo consiglio comunale che ne ha determinato l’annullamento, si trasforma nell’occasione utile per impallinare il massimo dirigente del suo stesso partito: vale a dire il segretario provinciale Enzo Insardà. [Continua]  

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Arena la butta, dapprima, sulla competenza. Quella che manca ad «un’Amministrazione che si è presentata agli elettori come di “alto profilo”» e che invece si dimostra non in grado neppure «di organizzare sul piano amministrativo le pratiche del consiglio comunale». Chiusa la breve parentesi, il “fuoco” di Arena si sposta però sulle fila amiche e a finire nel mirino è proprio Insardà e con lui i suoi “suggeritori”. La premessa (o meglio il pretesto) è questa: «A fronte di una classe politica inconsistente che governa la città, il centrosinistra ora si deve organizzare e deve saper cogliere gli sforzi che in questo senso si stanno mettendo in atto per rinnovare e per costruire un quadro coeso di forze riformiste che sanno esprimere quella competenza e quella capacità politica che rappresenta un elemento di differenziazione con le negatività del passato».

Quindi parte la reprimenda: «Questo processo non può essere ostacolato da chi si perde sempre in operazioni di piccolo cabotaggio per conservare il proprio posto al sole, prendendo ordini da chi ancora pensa di comandare il Partito democratico in modo autoreferenziale. Ad esempio, il segretario provinciale Insardà da che parte sta? È ancora portavoce di chi ha contribuito in modo trasversale ad evitare che  Vibo centro diventasse determinante nelle dinamiche politiche? È pronto – si chiede ancora – ad accettare nuove sfide per allargare il campo riformista o è ancora vincolato alla logica di dividere per consentire la conservazione di rituali e postazioni oramai superate? Questa è la discussione che oggi dovrà interessare il Partito democratico e non si può più perdere tempo».