Corridoi turistici, Benifei (Pd): «Lavoriamo affinché l’Italia non sia discriminata»

Il capo delegazione democrat al Parlamento europeo è intervenuto nel corso di un forum online promosso da Giovanni Di Bartolo con amministratori e giornalisti calabresi
Il capo delegazione democrat al Parlamento europeo è intervenuto nel corso di un forum online promosso da Giovanni Di Bartolo con amministratori e giornalisti calabresi
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Il capo delegazione Pd al Parlamento europeo Brando Benifei

Programmazione europea, opportunità per i giovani, lotta alla povertà, welfare e inclusione sociale, Procura europea e lotta comune alla criminalità organizzata. Questi i principali argomenti al centro del forum on-line “Time for Europe. Sfide e opportunità d’integrazione” promosso, nella giornata di ieri, da Giovanni Di Bartolo, dirigente dei Giovani democratici di Vibo Valentia, e da un gruppo di studenti calabresi impegnati nel mondo delle associazioni, dell’università e dei movimenti politici, che ha avuto come ospite il capodelegazione del Pd in Parlamento europeo Brando Benifei.

Discussione alla quale hanno preso Luigi Tassone, consigliere regionale del Pd; Vitaliano Papillo, sindaco di Gerocarne e presidente del Gal “Terre Vibonesi”; Sarah Procopio, dottoranda in Storia medievale presso l’Université de Paris VIII; don Giacomo Panizza, referente di Comunità Progetto Sud; Carmelo Arena, segretario della Gioventù Federalista Europea di Vibo Valentia.

A forum è seguita una conferenza stampa con la medesima modalità, nel corso della quale Benifei ha risposto alle domande dei giornalisti Danilo Monteleone de Il Corriere della Calabria, Francesco Iannello per La Gazzetta del Sud e Zoom24.it e Stefano Mandarano, direttore della nostra testata.

Tra gli argomenti sviscerati da Benifei – alla vigilia dell’annuncio del piano europeo per la ripartenza da parte del presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – temi di stretta attualità legati al rapporto tra i paesi membri nell’emergenza Covid e alle misure economiche destinate alla ripresa dei singoli stati, in particolare dell’Italia.

Tra le questioni sul tavolo, una che riguarda anche la Calabria: i corridoi turistici che, in vista della stagione alle porte, potrebbero escludere l’arrivo di turisti stranieri nelle località italiane. «Un rischio non ancora scongiurato – ha chiarito Benifei – rispetto al quale però l’Italia ha incassato il sostegno delle istituzioni comunitarie. C’è un lavoro in corso su più tavoli – ha detto -, anche perché il tema del turismo entra direttamente nei temi della libertà di movimento dei cittadini europei, che può essere limitato solo in maniera proporzionata ed eguale e non discriminatoria: in altre parole, se un Paese ha una stessa situazione sierologica di un altro, non può e non deve essere penalizzato altrimenti si sconfina nel campo del pregiudizio (che in qualche modo sull’Italia ancora pesa) e dell’arbitrarietà politica».

Su questo punto, ha aggiunto Benifei, «le istituzioni realmente rappresentative – Commissione e Parlamento – si sono schierate dalla parte dell’Italia in maniera nettissima. E stiamo ottenendo risultati nel frenare una tendenza che altrimenti, senza un’azione comunitaria, sarebbe stata oggetto di accordi passati sopra la testa dell’Italia. Ed è questa, inoltre, la prova che c’è un interesse nazionale dell’Italia ad avere un’integrazione europea più strutturata. Quando siamo in un contesto decisionale collettivo noi siamo più forti di quando c’è il caos. Abbiamo istituzioni più fragili, una  grande litigiosità interna, non facciamo squadra e solo in contesti ordinati come le istituzioni Ue l’Italia riesce a far valere il suo peso».

Quindi sui Recovery Fund presentati oggi dalla von der Leyen, Benifei si è detto convinto che si tratta di «un segnale forte nell’interesse del nostro Paese. Anche perché ormai è comprovato che o ci sono strumenti comuni o tutti si va in difficoltà. Ci sono catene di valore che bloccano anche le economie più solide se non c’è una ripresa collettiva. Su questo punto, abbiamo già visto un cambio di atteggiamento politico nei confronti dell’Italia: ancora due mesi fa la Germania era rigidissima, ma molte realtà politiche con il passare delle settimane – ha concluso – hanno compreso la giustezza di un’impostazione di maggiore condivisione e maggiore disponibilità a lavorare insieme. Per questo sono molto ottimista».