L’alta velocità e la politica che dorme mentre le occasioni sfuggono

Il nodo trasporti, il turismo ignorato e una schiera di sindaci, parlamentari e consiglieri regionali che ai fatti preferiscono i comunicati stampa
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Agguerrita come don Abbondio davanti ai Bravi, la politica vibonese osserva mentre gli altri le scrivono il destino. Emblematico il caso dell’alta velocità, che velocemente attraversa – senza fermarsi – la provincia di Vibo Valentia. L’unica stazione degna di questo nome, quella di Vibo-Pizzo, come noto è stata bypassata sia da Trenitalia con i suoi Frecciarossa e Frecciargento, sia da Nuovo trasporto viaggiatori con Italo, che giorni fa hanno annunciato le nuove tratte ritenendo evidentemente superfluo fare una capatina in quella che stando a molti indicatori è la zona costiera turistica più importante della regione.

Come Italo, anche il Frecciarossa salta Vibo-Pizzo: oltre al danno la beffa

I treni ad alta velocità – anche se per gli addetti ai lavori si tratta di una alta velocità “relativa” – fermano comodamente a Paola, Lamezia Terme, Rosarno, Villa San Giovanni e Reggio Calabria. La politica vibonese, invece, si limiterà il 14 giugno ad affacciarsi sui binari di Vibo-Pizzo per fare ciao con la manina ad Italo che passa. La politica vibonese non è un’entità astratta. Prende il nome di cinquanta sindaci, di un senatore, di due deputati, di tre consiglieri regionali, ed in senso più ampio anche di direttori generali, presidenti, rappresentanti di categoria di enti e istituzioni d’ogni sorta. Intanto è alla Regione che bisognerebbe appellarsi, a quella presidente del centrodestra che – parole da campagna elettorale – avrebbe messo Vibo Valentia in cima all’agenda regionale, le avrebbe conferito un primato «mai visto prima». E si menomale.

«Sbagliato escludere Vibo-Pizzo, ma non parlateci di Alta velocità»

Al netto della gaffe sull’opzione Vibo Marina, l’intenzione del sindaco Maria Limardo andava in questa direzione: coinvolgere tutte le istituzioni per sensibilizzare chi di dovere (le società di trasporti ma non solo) a comprendere la bontà di una fermata a Vibo-Pizzo, dal punto di vista turistico e commerciale, anche limitata al solo periodo estivo. Ed infatti la sua giunta proprio martedì ha deliberato di impegnarsi per aprire un confronto sui tavoli regionali, sollecitando la deputazione regionale e nazionale e proponendo un consiglio comunale aperto con i sindaci della costa. D’altronde sarebbe miope, come pure invece fanno alcuni amministratori, considerare “sconveniente” Vibo-Pizzo, dato che, da Nord a Sud della provincia, molti centri sarebbero più vicini a stazioni come Rosarno o Lamezia. Non comprendere la valenza di una battaglia di questa portata, che potrebbe avere ripercussioni positive anche in altri ambiti, sarebbe l’ennesima dimostrazione di una inconsistenza palesata già in altri campi, dalla sanità in giù. I paroloni che riempiono comunicati stampa in cui, quando va bene, di discute del classico sesso degli angeli, sono l’inizio della fine della politica. Una lezione che in provincia di Vibo nessuno dimostra di avere imparato.

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