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Mancata Giunta a 10 a Vibo, “Liberamente” rivendica il risultato e attacca gli alleati

Costa resta incastrato nel clima di fibrillazione perenne della sua maggioranza. L’affondo di Valia e De Lorenzo: «Forza Italia e Vibo Civica interessate solo alla spartizione di potere e di poltrone»

Mancata Giunta a 10 a Vibo, “Liberamente” rivendica il risultato e attacca gli alleati

Non si arrestano i mugugni all’interno della maggioranza consiliare del Comune di Vibo in seguito al prima annunciato e poi revocato allargamento della giunta comunale, operazione “scongiurata” dai paletti imposti dalla normativa ma, soprattutto, dai malumori sorti all’interno della coalizione che hanno ricondotto il sindaco Costa a “più miti consigli”.

Tra questi, senz’altro, quelli espressi dal gruppo “Liberamente insieme”, espressione consiliare della lista a suo tempo messa in piedi dal duo Lico-Giamborino che ha fatto chiaramente intendere che avrebbe mal digerito una simile determinazione riservandosi di trarne le dovute conseguenze. Ed è proprio quel gruppo, rappresentato in Consiglio da Carmela Valia e Rosanna De Lorenzo, a rivendicare oggi questo risultato.

«Il tentativo mal riuscito di modifica dello Statuto del Comune di Vibo Valentia – scrivono i due consiglieri – per la nomina del decimo assessore non lascia spazio se non che a un commento: alla fine, ovviamente ha prevalso la legge, e non certo quella dei numeri, come Forza Italia e Vibo Unica, a dispetto di tutto, all’interno della stessa maggioranza, pensavano di far passare, o meglio, di imporre, finanche “costringendo” il sindaco ad assumere posizioni ed iniziative improvvisate, avventate e inopportune».

Non solo, «a prevalere sono state – aggiungono -, altrettanto ovviamente, anche le regole, quelle che gli alleati si sono date nel sostenere programmi elettorali e nel formare coalizioni e che nessuno può pensare, per la sola forza dei numeri, di sovvertire a suo piacimento in corso d’opera, in spregio al rispetto politico ed istituzionale, senza confronto e condivisione. In merito a questo la posizione del gruppo “Liberamente Insieme”, è stata e rimane chiara, determinata e senza ripensamenti: ci siamo contrapposti, così come continueremo a farlo, a scelte giuridico-amministrative impossibili e politicamente inopportune e inaccettabili, nel rispetto di una funzione pubblica esercitata con responsabilità, per mero spirito di servizio verso la città. E’ questa la politica che ci appartiene, non certo quella della spartizione di potere e di poltrone a cui, in questa occasione Fi e Vibo Unica hanno dimostrato invece di essere interessati, mettendo in secondo piano l’attenzione e la risoluzione di problemi e di situazioni urgenti e prioritarie per la città».

Valia e De Lorenzo commentano così l’epilogo di una vicenda che non esitano a definire “assurda” parlando di «opportuno ritiro della pratica nel corso dell’ultimo consiglio comunale» cosa che «ha dimostrato che anche i gruppi con piccoli numeri, nella pratica di comportamenti coerenti e responsabili, possono essere determinanti e fare la differenza, più di quanto non possano fare riunioni spasmodiche, studi, affannose ricerche e “raffinate” strategie di gruppi numericamente consistenti ma di fatto inconcludenti, perché è chiaro, non si può abdicare al diritto conclamato e al rispetto dovuto».

Concetti, spiegano, che «abbiamo condiviso tra le fila della maggioranza. Anche con i consiglieri Francescantonio Tedesco e Maria Rosaria La Grotta, facendo resistenza comune verso queste scelte, imposte e comunque non condivisibili, a tutela e ripristino dei criteri democratici di dialogo e confronto, di coinvolgimento e condivisione, per la più ampia e consapevole convergenza su scelte utili per la città. Per questo continueremo a tenere, nella maggioranza così come in Consiglio, un atteggiamento leale, corretto e trasparente, libero ed autonomo, vigile e responsabile, sostenendo le pratiche di buon governo, opponendoci a ciò che non ci convince e soprattutto a qualsivoglia tentativo di forzatura o ricatto politico verso chicchessia perpetrato, in forma singola o associata!».

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