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Eco-distretto, botta e risposta Limardo-Costa: «L’ex sindaco dimentica tante cose…»

Il primo cittadino di Vibo ripercorre tutto l’iter sulle riunioni Ato degli ultimi anni: «Fu lui a proporre la discarica per l’Ato provinciale ed ora chiede di allargare Lamezia?»

Eco-distretto, botta e risposta Limardo-Costa: «L’ex sindaco dimentica tante cose…»
Il sindaco di Vibo Maria Limardo

Arriva puntuale la replica dell’amministrazione comunale all’ex sindaco di Vibo Valentia Elio Costa sulla questione dell’Eco-distretto, con quest’ultimo che sollecitava di indirizzare le risorse destinate all’Ato di Vibo Valentia «per il potenziamento e l’adeguamento dell’impianto di Lamezia Terme». Secondo l’attuale primo cittadino, Maria Limardo, Costa «dimentica anzitutto di essere stato proprio lui, nel 2016, a rivendicare un impianto di trattamento per l’Ato di Vibo Valentia, e che pertanto se avesse seguito la differente soluzione oggi invocata, a quest’ora il potenziamento dell’impianto di Lamezia Terme probabilmente sarebbe stato già attuato. Va infatti ricordato che il Piano regionale rifiuti del 2015 prevedeva per l’Ato di Vibo Valentia soltanto una infrastruttura: una discarica di servizio di 200mila metri cubi, senza nessun impianto. Il che avrebbe significato creare su Vibo Valentia la sola discarica mentre l’impianto sarebbe stato localizzato a Lamezia.

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L'ex sindaco Elio Costa
L’ex sindaco Elio Costa

Il Piano regionale rifiuti tuttavia, proprio a cagione di tale previsione, si poneva in aperta violazione del Codice dell’ambiente, nella parte in cui prevedeva che ad ogni Ato dovesse essere garantito un impianto con annessa discarica, invece mancante. Cosicché – molto opportunamente – il Comune di Vibo Valentia, in data 19 aprile 2016 ha presentato, in tal senso, osservazioni alla Regione Calabria. Le osservazioni sono state accolte e inserite nell’aggiornamento del Prr, all’allegato 2 con la seguente motivazione: “La pianificazione è stata rivista, considerato di realizzare un nuovo Eco-distretto nell’Ato di Vibo Valentia, con un impianto di trattamento delle frazioni Rur, Rd secco e Rd umido e una discarica di servizio”. Tant’è che per la realizzazione dell’Eco-distretto, la Regione ha stanziato 45 milioni di euro (35 per l’impianto, 10 per la discarica di servizio) da investire sul territorio vibonese con ogni connesso beneficio in termini di occupazione e risparmi.

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Il passo successivo è stata una riunione nella cittadella regionale che si è tenuta in data 1 giugno 2016 nel corso della quale i Comuni di Vibo Valentia, San Calogero e Dinami hanno dato disponibilità a localizzare sul proprio territorio l’impianto. Successivamente, tra dicembre 2016 e aprile 2017, anche i Comuni di Sant’Onofrio e Vallelonga davano propria disponibilità di terreni per la costruzione dell’impianto, oltre che delle discariche di servizio.

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Sta di fatto che successivamente l’ex sindaco di Vibo Valentia – aggiunge ancora la Limardo – ha ritirato la candidatura, motivandola con il fatto di non avere viabilità adeguata per il passaggio degli automezzi. Si arriva così al giorno in cui i tecnici regionali hanno ispezionato i siti di Sant’Onofrio e di Vallelonga, ritenendo, all’esito, più idoneo il primo.

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Si dimentica ancora che nel corso di una successiva assemblea Ato dei sindaci tenutasi il 12 ottobre 2017, è stato scelto e votato – con il contributo ponderale determinante di Vibo Valentia, pari al 20% dei votanti – di realizzare il sito a Sant’Onofrio.

A tale atto è poi seguita una fase caotica, connotata da ripensamenti e tentativi di passi indietro da parte dell’ex sindaco ed ex presidente Ato (oggi fondatore del suddetto comitato) che alla fine del 2018 ha tentato di convocare la conferenza dei sindaci per deliberare la “adesione al solo impianto di Lamezia” per come proposto dall’Ato di Catanzaro al posto dell’impianto di riciclaggio spinto, con annessa discarica di servizio. Proposta che non ha trovato seguito. In ogni caso e sempre per amore della verità dei fatti, va precisato che nel corso dell’assemblea del luglio 2019 è stata riproposta, tra le altre, anche la soluzione lametina che tuttavia è stata bocciata.

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Quanto all’interpretazione del ruolo di presidente dell’Ato, anche qui parlano i fatti: a fronte di una accelerazione impressa a tutto il procedimento dall’attuale presidenza, quella passata ha perso ben tre anni di tempo, dei quali due a discutere del sito idoneo ad ospitare l’Eco-distretto e un altro a fare marcia indietro sulla sua realizzazione.

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Riguardo alla protezione di Sant’Antonio, fede, religione e preghiera rappresentano concrete occasioni di aiuto e sostegno per tutti i cittadini soprattutto in un momento di profonda incertezza, paura e preoccupazione come quello attuale, in particolare per i cattolici. Se l’ex sindaco, nel corso dei suoi due mandati, avesse mai partecipato di presenza e con il cuore ad una sacra messa in onore del Santo, avrebbe potuto rendersi conto di come e quanto i vibonesi tengano a Sant’Antonio. Sicuramente, se lo avesse fatto, non avrebbe ironizzato sulla preghiera, canzonando l’attuale sindaco e ricamandoci una battuta di tenore quasi blasfemo. Gioca coi fanti e lascia stare i santi, diceva un vecchio adagio oggi più che mai attuale».

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