Costi della politica a Vibo, la maggioranza boccia “l’emendamento risparmio”

Consiglio comunale acceso a Palazzo Luigi Razza. Ritirato anche il regolamento per cedere spazi ai privati: presentava troppe falle
Consiglio comunale acceso a Palazzo Luigi Razza. Ritirato anche il regolamento per cedere spazi ai privati: presentava troppe falle
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Un momento del consiglio comunale di oggi
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Come ogni consiglio comunale che si rispetti, a Vibo Valentia, deve esserci sempre un inciampo della maggioranza. Non fa eccezione la seduta di stamattina, in cui l’assemblea era chiamata a discutere ed approvare numerosi punti all’ordine del giorno. Dopo la presa d’atto delle dimissioni di Alfredo Lo Bianco (nei prossimi giorni verranno compiuti tutti i passaggi burocratici per ripristinare l’effettività degli eletti), una variazione di bilancio e l’approvazione della somma urgenza per i lavori di messa in sicurezza del territorio a seguito del maltempo dello scorso autunno, si è messo mano a due regolamenti: quello sulla monetizzazione delle aree standard e quello sulle commissioni consiliari. Due regolamenti che hanno fatto parecchio discutere, con il primo che è stato addirittura ritirato per essere rivisto ed emendato in tanti e tali punti da chiedersi come mai sia stato portato in consiglio così “allegramente”.

La seduta si era aperta con una mozione d’ordine di Stefano Luciano che contestava la nomina del Nucleo di valutazione in quanto tra gli scelti figura Salvatore Scarano, già candidato tra le liste del sindaco Maria Limardo. Una sorta di “risarcimento” per mancata elezione, in verità prassi assai frequente di ogni schieramento politico. Meravigliarsi di ciò, come ha fatto Luciano che nel 2015 non ebbe nulla da ridire quando nel Nucleo fu nominata una professionista con lui candidata e non eletta, lascia il tempo che trova. E giustificare l’istanza dietro motivazioni giuridiche, richiami di norme et similia, non cambia la sostanza.

Sul regolamento di pianificazione urbanistica, invece, sono emerse criticità non sanabili in fretta e furia con qualche emendamento consiliare. L’assessore Pasquale Scalamogna ha relazionato spiegando ciò che intende fare il Comune, per quanto attiene le lottizzazioni private – e quindi lotti di terreno su cui verranno effettuate edificazioni -, è lasciare determinati spazi di superficie ai privati lottizzanti dietro il pagamento di una data somma. La ratio del provvedimento – ha poi aggiunto la dirigente Adriana Teti – è che in questo modo il Comune si sgrava degli oneri di manutenzione di diverse aree di sua competenza, che non può permettersi, ed almeno “monetizza”, appunto, con la vendita di quegli spazi. Tra i tanti punti oscuri, però, giusto a titolo esemplificativo, ce n’era uno contestato da più parti: mentre Scalamogna affermava che la monetizzazione si sarebbe compiuta (salvo comunque approvazione di ogni atto in consiglio comunale) soltanto sulle aree standard di urbanizzazione secondaria, restando quelle primarie sempre di proprietà dell’ente (come strade e marciapiedi), nel regolamento venivano invece inserite entrambe le aree.  

Altro punto dibattuto è stato il regolamento sulle commissioni consiliari e il relativo discorso sui costi della politica. Un regolamento approvato dopo che la maggioranza ha deciso di bocciare un emendamento presentato da Stefano Soriano (Pd) che chiedeva, nello specifico: di corrispondere un unico gettone di presenza se si terranno più commissioni in una sola giornata, e non un gettone per ogni commissione; di non convocare commissioni con un solo punto all’odg tranne casi di comprovata urgenza, e comunque con odg chiaro e non generico; di corrispondere il gettone solo se un consigliere è presente per due terzi della seduta e non per «almeno 25 minuti»; e di inserire nel regolamento che le sedute di durata inferiore a 30 minuti non daranno diritto al gettone di presenza. La maggioranza si è tenuta stretta il regolamento così come precedentemente partorito ed ha bocciato l’emendamento, che pure in alcuni passaggi aveva riscontrato l’apprezzamento di alcuni componenti di maggioranza e opposizione.

A chiudere la seduta, l’approvazione all’unanimità incassata dal consigliere Marco Miceli (Vibo democratica) che ha chiesto all’ente di dotarsi dei Piani di eliminazione delle barriere architettoniche e dei Piani di accessibilità urbana, che permetteranno di «intervenire in maniera sistemica sulle problematiche che interessano i cittadini disabili ma innalzano la qualità della vita di tutti». Miceli ha fatto presente che, grazie a Peba e Pau, il Comune potrà anche essere beneficiario di finanziamenti che verranno stanziati per realizzare interventi «migliorativi delle condizioni di chi ha bisogno, e verso cui noi tutti – ha rimarcato – abbiamo il dovere politico e morale di prestare massima sensibilità». Il voto favorevole della maggioranza è stato motivato anche sul presupposto, come ha riferito pure la Limardo, che la tematica «era stata inserita nel programma elettorale di questa amministrazione».