sabato,Novembre 27 2021

Prefettura, Quagliariello sostiene la protesta di Vibo Valentia

Il senatore, ex coordinatore di Ncd, esprime preoccupazione per il caso vibonese chiedendo un ripensamento al governo.

Prefettura, Quagliariello sostiene la protesta di Vibo Valentia

«Le rafforzate esigenze di sicurezza dovute anche alle dimensioni del fenomeno migratorio e alla dislocazione degli sbarchi, e la necessità di una presenza capillare dello Stato nelle aree di maggior radicamento della criminalità organizzata, suscitano crescente apprensione nei territori interessati dal piano di accorpamento delle prefetture in gestazione da parte del governo». Lo dichiara, in una nota, il senatore, già ministro delle Riforme costituzionali ed ex coordinatore del Nuovo cento destra, Gaetano Quagliariello.

«Particolare preoccupazione – prosegue – si registra nel territorio di Vibo Valentia, che rischia di vedere soppressa la locale Prefettura/Questura e che domani vedrà una corale mobilitazione delle forze politiche, istituzionali e sociali a difesa di un presidio di sicurezza di cui peraltro i criteri indicati nella legge delega renderebbero inspiegabile l’accorpamento. Siamo i primi a sollecitare un drastico taglio della spesa pubblica, lo abbiamo fatto anche in questa legge di stabilità con proposte serie di spending review sistematicamente affossate dal governo e dalla maggioranza, ma riteniamo che la cura dimagrante debba riguardare le sacche di statalismo clientelare, gli enti inutili, gli apparati mangiasoldi, i veri costi della politica annidati nelle pieghe delle migliaia di società partecipate, e non i presìdi di controllo del territorio in un momento in cui la domanda di sicurezza è peraltro elevatissima e in luoghi nei quali l’esigenza di contrasto al crimine organizzato è più forte. Sosteniamo dunque la voce del territorio di Vibo Valentia nel chiedere al governo un ripensamento, e in ogni caso – conclude Quagliariello – daremo battaglia nella competente commissione del Senato affinché invece di rottamare i centri di affari e clientele non si finisca col rottamare lo Stato».

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