Bilancio a Joppolo, Ventrice replica al responsabile dell’ufficio finanziario

Nuova missiva indirizzata a tutti i consiglieri comunali. L’ex vicesindaco: «Un fallimento politico-amministrativo che non ha eguali nella storia del paese»
Nuova missiva indirizzata a tutti i consiglieri comunali. L’ex vicesindaco: «Un fallimento politico-amministrativo che non ha eguali nella storia del paese»
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Il Comune di Joppolo e nel riquadro Guido Ventrice
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Non si è fatta attendere la replica dell’ex vicesindaco di Joppolo, Guido Ventrice, alle considerazioni del responsabile del servizio finanziario del Comune, Vincenzo Larocca in risposta alle precedenti osservazioni dello stesso Ventrice. 

Non è l’ironia utilizzata nella nota trasmessami dal responsabile del servizio finanziario – afferma Ventrice – l’elemento più grave percepibile nella stessa missiva, benché il suo utilizzo risulti fuori luogo per la serietà degli argomenti trattati. Ciò restituisce la consapevolezza di come vengano affrontati i problemi, quelli seri, al Comune di Joppolo e di come la dialettica politica, seppur accesa, sia mal sopportata negli uffici comunali.La mia intenzione, arrivati sin qui, non è ribattere punto per punto ad un’accozzaglia di esternazioni fini a loro stesse, rilasciate, come dichiarato, sotto pressione di qualche amministratore che, in un futuro non lontano, verrà commiserato per la manifesta incapacità di comprensione di atti e fatti. Difficile del resto, mantenere i nervi saldi di fronte al malcontento dei molti cittadini che ogni giorno vi fermano per strada, vi telefonano o magari vi attendono sotto casa. Il fallimento politicoamministrativo raggiunto durante questa consiliatura non ha eguali nella storia di Joppolo. Complimenti!

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Lasciano il tempo che trovano, perciò, i deliri sul rispetto dei termini di approvazione del conto consuntivo 2019: i termini per la trattazione in Consiglio (e non in Giunta), fissati al 30 giugno, comprese proroghe, pandemie e incapacità, sono stati abbondantemente disattesi e di ciò ne è testimonianza la diffida prefettizia già notificata ad ogni singolo consigliere. Altra diffida, visto l’andazzo, potreste riceverla – spiega Ventrice rivolgendosi ai consiglieri – per l’approvazione del bilancio di previsione i cui termini scadono il 31 luglio. Ancora complimenti! Tutto sommato è un record anche questo.

Una programmazione finanziaria oculata, al contrario delle bestialità affermate, presuppone per forza di cose una corretta attestazione di un conto consuntivo che avrà le sue conseguenziali ricadute sulla programmazione futura e, quindi, sul prossimo bilancio di previsione. Sulle prossime scelte amministrative che riguarderanno la cittadinanza joppolese e non la pseudo tecnocrazia, “estranea” alla nostra realtà. Scellerata anche la scelta di scialacquare le anticipazioni del fondo di rotazione, concesso non per meriti ma per prassi, che dovrà essere restituito all’atto di disapprovazione dell’ormai famoso piano di riequilibrio basato su entrate aleatorie: ancora un debito da aggiungere agli altri.

Sabatino Panzitta

La relazione sullo stato dei procedimenti n. 987/2016, proprio perché risalente al marzo 2016, indicava le criticità alla nuova amministrazione, quella attuale, subentrata nell’immediatezza per la tornata elettorale del giugno 2016. Ebbene, quest’amministrazione ha solo disatteso l’obbligatorio riconoscimento in Consiglio della massa debitoria rilevata, aggravatasi ulteriormente da omesse rendicontazioni e sentenze esecutive (il reintegro del dipendente Panzitta, ad esempio, che fa decadere il piano di risparmio sul personale e rende onerosi gli anni di esclusione dalla vita amministrativa dell’Ente), a fronte di transazioni il cui rispetto è altamente a rischio per le esigue entrate dell’Ente e per la probabile bocciatura di uno sconsiderato piano di riequilibrio.  

Torre Parnaso e, sullo sfondo, Joppolo

Nell’ottica in cui ognuno di questi sforzi è destinato ad evitare un’eventuale dichiarazione di dissesto e quindi, come dichiarato, alla sola salvaguardia dei creditori e non dell’Ente governato e della cittadinanza, vi può essere la naturale insorgenza di cattivi pensieri che, nel peccato, potrebbero restituire delle spiacevoli oggettività. Oltretutto appare poco chiara, dagli atti pubblicati all’albo pretorio e a meno che il “sottobanco” non abbia trangugiato altra documentazione, l’organizzazione dell’ufficio finanziario e la conseguente attribuzione di competenze. Ma questa è tutta un’altra storia.

Nella certezza di non aver adombrato il giulivo buonumore di chicchessia, seppure ampiamente fuori luogo visto il contesto drammatico e convinto di non aver intaccato la vanagloria di qualche amministratore, evito le lungaggini e la disputa  su, niente più, che disarticolate esternazioni e mero chiacchiericcio. Sciorinare scomposti contenuti – conclude Ventrice – non acquisisce la valenza di utili argomentazioni. L’unica  certezza è che il risanamento dell’Ente, prima o poi, dovrà essere ragionevolmente affrontato e che la vostra esperienza non verrà agevolmente scordata”.

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