Filandari, duro scontro tra opposizione e presidente del consiglio

Gli esponenti della minoranza escono dall’aula, uno di loro chiede la «sostituzione» del garante dell’assemblea, che replica: «Basta sceneggiate napoletane»
Gli esponenti della minoranza escono dall’aula, uno di loro chiede la «sostituzione» del garante dell’assemblea, che replica: «Basta sceneggiate napoletane»
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Il Comune di Filandari
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Ha lasciato strascichi l’ultimo consiglio comunale di Filandari. Un’assise caratterizzata da veementi polemiche, con tanto di abbandono dell’aula da parte degli esponenti d’opposizione Mannina Grasso e Francesco Artusa e di relativa richiesta social, da parte di quest’ultimo, «di rimpasto di giunta e di sostituzione immediata del presidente del consiglio» Francesco Muzzopappa, reo a suo dire di essere di parte e di cattiva gestione del dibattimento.

Oggi, sull’argomento, interviene lo stesso Muzzopappa, il quale sottolinea la concessione a parlare data in quell’occasione ad Artusa, prima della discussione dei punti all’ordine del giorno e a conclusione della relazione illustrata dal legale rappresentate della società incaricata a supportare nei conti l’Ufficio finanziario e l’Ufficio tributi. Ma, anche, la lunghezza del suo intervento, rispetto ai tempi normalmente previsti, e la «scompostezza» nell’interrompere l’assessore che aveva di seguito preso la parola. Dopo l’ammonimento verbale è giunto l’abbandono dell’aula da parte degli esponenti d’opposizione Artusa e Grasso, provocato dai presunti atteggiamenti antidemocratici del presidente del consiglio.

Nulla di tutto questo, tuttavia, per quest’ultimo. Anzi, «semmai il contrario. Il rispetto dei ruoli mi impone di far mantenere l’ordine durante le sedute, ciò in ossequio all’articolo 19 del regolamento comunale. Il consigliere Artusa, nel chiedere il rimpasto di giunta e la mia sostituzione, dimentica che detta prerogativa è di competenza del consiglio, pertanto può richiederlo con le forme previste dallo Statuto e, soprattutto, nella sede opportuna. Forse si riferiva alla procedura di elezione, modalità disciplinata dall’articolo 8 bis dello Statuto comunale. Norma che, al comma 3, disciplina la revoca, prima della scadenza, del presidente del consiglio a seguito di mozione di sfiducia motivata. Non è possibile continuare a tollerare queste sceneggiate napoletane, perché solo di questo si tratta, atteggiamenti che hanno il solo fine di distogliere l’attenzione da problemi ben più seri». Infine, Muzzopappa fa sue le parole del filosofo Guido Calogero, «il quale asseriva che democrazia significa contare le teste e non romperle. Egli ha illustrato la tecnica e il metodo del processo democratico – conclude – e ne ha affrontato il nodo cruciale dell’inevitabile conclusione: la formazione. Per il professor Calogero il consigliere di opposizione deve essere professionalmente preparato a svolgere il proprio ruolo».

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