martedì,Luglio 27 2021

Consiglieri e gettoni di presenza a Vibo, ancora elenchi non resi pubblici on line

Determina per la liquidazione dei singoli “compensi”, ma in rete viene pubblicata solo la cifra complessiva che ammonta a poco più di 23mila euro. Ecco tutti i privilegi degli eletti a fronte di un Comune in dissesto

Consiglieri e gettoni di presenza a Vibo, ancora elenchi non resi pubblici on line

Nuova determina per la liquidazione dei gettoni di presenza del mese di luglio per i consiglieri comunali di Vibo Valentia. Una determina che porta la firma del dirigente – responsabile del settore – Domenico Scuglia, attuale segretario comunale, responsabile anche del settore finanziario e della pubblicazione della determina sull’Albo Pretorio. E si continua con la stessa “prassi” introdotta con l’avvio dell’amministrazione targata Maria Limardo ovvero la mancata pubblicazione sull’Albo pretorio on line dell’allegato elenco (di cui pure si fa menzione nella determina numero 987) predisposto dal competente ufficio in cui viene riportata la somma spettante a ciascun consigliere sulla base delle effettive presenze effettuate da ogni consigliere comunale nel mese di luglio. [Continua]

Per quanto riguarda la pubblicazione sull’Albo pretorio on line, quindi(e pure la sezione on line “amministrazione trasparente” del Comune di Vibo), le determine continuano ad essere pubblicate senza l’allegato elenco della liquidazione consigliere per consigliere. Una “prassi” inesistente con l’amministrazione guidata da Elio Costa e con tutte le altre passate amministrazioni comunali e che non trova giustificazione in alcuna normativa – la legge non ha subìto sul punto alcuna modifica rispetto al passato – così come in motivazioni legate alla c.d. “privacy“, sia perché si sta parlando di incarichi pubblici elettivi, sia perché la stessa determinazione pubblicata sull’Albo pretorio on line relativa alla liquidazione dei compensi del mese di luglio rende invece palese la nota con la quale la consigliera comunale Elisa Fatelli ha rinunciato al compenso dei gettoni di presenza.

L'aula consiliare di Palazzo "Luigi Razza"

Come dire: per il Comune di Vibo Valentia i cittadini devono unicamente sapere – attraverso l’Albo pretorio on line – che la sola consigliera Elisa Fatelli ha rinunciato ai gettoni di presenza, ma non devono conoscere quanto hanno percepito tutti gli altri consiglieri e – cosa ancor più grave – non devono sapere quante volte sono stati presenti alle riunioni dei consigli comunali ed ai lavori delle commissioni mese per mese. Una conoscenza invece essenziale per gli elettori in ogni democrazia al fine di giudicare e controllare il “lavoro” dei singoli eletti.

Dalla determinazione numero 987 del 14 agosto scorso si apprende solamente che per i consiglieri comunali di Vibo Valentia (32 che diventano 31 se si esclude la Fatelli e forse qualche altro che ha rinunciato ai compensi) viene complessivamente liquidata per il mese di luglio la somma di 23.252,91 euro. Una cifra non da poco in un Comune in dissesto finanziario e dove si fa ancora fatica a cogliere i risultati dell’impegno dei consiglieri comunali nel loro complesso.

Il gettone di presenza a Vibo Valentia (città capoluogo di provincia) per ogni seduta di Consiglio e commissione è stato fissato in 32,53 euro. E’ la legge a stabilire che i consiglieri comunali hanno diritto a percepire un gettone di presenza per la partecipazione a Consigli e commissioni e in nessun caso l’ammontare percepito nell’ambito di un mese da un consigliere può superare l’importo pari ad un quarto dell’indennità massima prevista per il sindaco”. In campagna elettorale era stato il solo Movimento Cinque Stelle ad annunciare che, in caso di vittoria, avrebbe rinunciato ai gettoni di presenza (circa 250mila euro l’anno). La proposta è stata però bocciata nell’agosto dello scorso anno dal consiglio comunale.

La bandiera della Croce rossa al Comune di Vibo

E’ bene chiarire che la legge consente ad ogni consigliere comunale di Vibo Valentia di portare a casa la cifra massima mensile di 929,62 euro, raggiungibile con un minimo di 29 presenze ai lavori delle commissioni o del Consiglio. Ma non bisogna farsi ingannare. Partecipare ad ulteriori sedute dei lavori di commissione, se non fa aumentare la cifra massima portata a casa con la voce “gettoni di presenza”, ha comunque i suoi vantaggi. Primo fra tutti, quello di potersi assentare dal proprio posto di lavoro, sia pubblico che privato, non perdendo un centesimo della giornata lavorativa in quanto il Comune dovrà comunque rimborsare il datore di lavoro per l’assenza, giustificata, del suo dipendente impegnato a “palazzo Luigi Razza”. Ed in passato c’è stato anche chi, facendo parte di più commissioni consiliari, è riuscito ad assentarsi dal proprio posto di lavoro (con tanto di giustificazione permessa dalla legge) 30 e passa volte in un mese.

Il Comune di Vibo Valentia

Altro vantaggio: se sul posto di lavoro si deve dar conto al proprio datore della produzione giornaliera (sia in termini di qualità che di quantità), in consiglio comunale o nei lavori delle commissioni consiliari non bisogna invece dar conto a nessuno. Al limite bisognerebbe dar conto solo ai propri elettori che però non si trovano in condizioni di vagliare neppure la quantità del lavoro dei propri eletti in quanto le determine di liquidazione dei gettoni di presenza (e quindi del numero di presenze ed assenze dai lavori di Consiglio e commissioni) continuano ad essere pubblicate on line mese per mese senza alcun allegato elenco consigliere per consigliere.

Non bisogna infine dimenticare che il regolamento comunale consente anche il rimborso delle spese del “viaggio” per tutti quei consiglieri comunali che abitano a 7 chilometri di distanza dal Municipio e devono raggiungere il Comune per le sedute di Consiglio o delle commissioni. Un ulteriore “modus operandi” della politica vibonese che si commenta da solo.

* In relazione all’articolo, dal segretario generale del Comune di Vibo, Domenico Libero Scuglia, autore della determina, riceviamo e pubblichiamo: “Il Comune di Vibo Valentia adempie agli obblighi di legge in materia di emolumenti corrisposti agli amministratori locali. Infatti le spettanze liquidate vengono pubblicate su Amministrazione trasparente, sezione Organizzazione e sottosezione organi politici. Avrà modo di consultare lì i gettoni liquidati nell’anno 2019 non solo dei consiglieri comunali ma di tutti gli amministratori locali: sindaco, presidente del consiglio, assessori e consiglieri comunali. Come potrà rilevare si tratta di un’informazione completa, rispettosa delle norme e che non si limita ai 15 giorni di pubblicazione di una determina ma per tutta la durata della consiliatura e anche i tre successivi. Chi scrive ritiene che la pubblicazione di questi dati oltre ad essere doverosa deve effettivamente raggiungere i cittadini e pertanto i 15 giorni di pubblicazione all’Albo pretorio siano un termine troppo esiguo e difficilmente capace di rispondere a quella che è la volontà della norma. Nella prossima settimana avrà modo di visionare tutti gli importi relativi al primo semestre 2020 che sono in corso di predisposizione da parte dei competenti uffici comunali“.

Sin qui la cortese precisazione del segretario generale Domenico Libero Scuglia. Da parte di chi scrive preme solamente rilevare di non aver posto nell’articolo problemi di legittimità in ordine alla mancata pubblicazione sull’Albo pretorio sia dei singoli importi devoluti ai consiglieri comunali mese per mese, sia delle relative presenze in Consiglio e nelle commissioni, bensì è stato posto il problema in ordine all’opportunità di modificare la precedente prassi introducendo, con l’avvio della nuova amministrazione comunale, pubblicazioni semestrali (quindi due volte l’anno) degli importi complessividei singoli consiglieri non suddivisi mese per mese. Si tratta di una scelta legittima, certo, ma altrettanto legittimamente oggetto di critica da parte di chi – come l’autore dell’articolo – preferiva il mantenimento della precedente modalità di pubblicazione.

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