Avvicendamento in Consiglio provinciale a Vibo: esce Pellegrino entra Schimmenti

L’attuale vicesindaco di Mileto subentrerà al consigliere comunale di Filadelfia destinato a ricoprire un nuovo incarico negli Ambiti territoriali di caccia. «Ringrazio il mio partito ma non la mia amministrazione» ha puntualizzato l’interessato

L’attuale vicesindaco di Mileto subentrerà al consigliere comunale di Filadelfia destinato a ricoprire un nuovo incarico negli Ambiti territoriali di caccia. «Ringrazio il mio partito ma non la mia amministrazione» ha puntualizzato l’interessato

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Anche il Comune di Mileto avrà, a breve, un suo consigliere provinciale di riferimento. Le recenti dimissioni di Pino Pellegrino, prossimo a rivestire incarichi di primo piano negli Ambiti territoriali di caccia vibonesi, spianano infatti la strada all’entrata tra gli scranni di Palazzo ex Enel di Francesco Schimmenti, attuale vicesindaco della cittadina normanna che alle ultime elezioni provinciali era giunto per numero di preferenze immediatamente dietro il consigliere comunale di Filadelfia.

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La conferma è giunta al termine di una riunione del Partito democratico svoltasi in vista della nuova fase di tesseramento nella sede miletese, alla presenza dei vertici provinciali del partito. All’incontro, infatti, sono intervenuti, tra gli altri, l’onorevole Bruno Censore, il consigliere regionale Michele Mirabello, il segretario provinciale Enzo Insardà e la guida della locale sezione di partito Armando Mangone.

A questo punto, Schimmenti non deve far altro che attendere la surroga del consigliere dimissionario, prevista per il prossimo consiglio provinciale. Al riguardo, lo stesso attuale vicesindaco miletese ha voluto nel suo intervento togliersi qualche sassolino dalla scarpa e ripercorrere le varie fasi che lo stanno per portare ad occupare la poltrona di consigliere provinciale.

Nello specifico ha inteso puntualizzare, con vena polemica nei confronti dell’Amministrazione guidata dal sindaco Pd Totò Crupi, che il risultato che sta per perseguire è «frutto esclusivo del mio partito e non certo della maggioranza di cui attualmente faccio parte». Chiaro riferimento, questo, alla scarso riscontro di voti ricevuto nella tornata elettorale provinciale (riservata agli amministratori locali) da parte dei suoi colleghi di coalizione.