Centro per l’impiego di Vibo chiuso, Tassone presenta un’interrogazione

Il consigliere regionale si rivolge all’assessore al Lavoro chiedendo quali iniziative la Regione intenda intraprendere per riattivare il servizio
Il consigliere regionale si rivolge all’assessore al Lavoro chiedendo quali iniziative la Regione intenda intraprendere per riattivare il servizio
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Luigi Tassone

La chiusura del Centro per l’Impiego di Vibo Valentia a causa dell’inadeguatezza dei locali ai fini dell’attività lavorativa è oggetto di un’interrogazione presentata dal consigliere regionale Luigi Tassone, che sottolinea l’importanza dei servizi erogati e la necessità di una pronta ripresa delle attività. Dopo aver ricordato che «i Centri per l’impiego sono strutture pubbliche coordinate dalle Regioni che favoriscono sul territorio l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e attuano iniziative e interventi di politiche attive del lavoro», Tassone rileva che la sede di via Giustino Fortunato costituisce un punto strategico, essendo tra i più importanti della provincia vibonese soprattutto per bacino di utenza e abbracciando diversi comuni».

Alla luce di queste considerazioni, Tassone chiede all’assessore al Lavoro «se la Regione Calabria ha provveduto alla redazione di un piano attuativo regionale secondo le linee guida del Piano straordinario che prevede il potenziamento anche strutturale dei Centri per l’Impiego» e «quali siano gli interventi urgenti che si intendono intraprendere al fine di riaprire nuovamente il Centro per l’impiego di Vibo Valentia, punto strategico nel Vibonese al fine di risolvere il notevole disagio in vista delle politiche attive varate dal Governo. Quella del lavoro – spiega ancora Tassone – è una tematica essenziale soprattutto nelle aree del Mezzogiorno e, come comunità, non possiamo permetterci ulteriori privazioni. Farò la mia parte fino in fondo per mantenere elevata l’attenzione e far sì che le strutture di coordinamento e di supporto al mondo del lavoro non solo continuino a svolgere la loro preziosa attività ma lo facciano in maniera più incisiva».