Vibo, indennità ai dirigenti comunali: ecco le “pagelle” con voti, lacune e giustificazioni

Erogati i compensi aggiuntivi sulla base degli obiettivi raggiunti. Ora anche i dipendenti battono cassa: «Dopo di loro tocca a noi»

Erogati i compensi aggiuntivi sulla base degli obiettivi raggiunti. Ora anche i dipendenti battono cassa: «Dopo di loro tocca a noi»

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Ai poveracci vessati dalle ingiustizie del sistema, il marchese del Grillo spiegava come va il mondo con una frase lapidaria: “Io so’ io e voi nun siete un c…”. La stessa frase che è tornata in mente ai dipendenti del Comune di Vibo Valentia, da quando hanno appreso che i due dirigenti comunali, Adriana Teti e Filippo Nesci, nonché il segretario generale Michele Fratino, hanno incassato l’indennità di risultato per gli obiettivi conseguiti nel corso del 2015. Nello specifico, circa 8mila euro a testa per i dirigenti e circa 2mila euro per il segretario generale che però, con riferimento al 2015, è stato in carica solo 3 mesi, considerando che la sua nomina risale a ottobre di quell’anno. In totale, dunque, il costo per le indennità di risultato ammonta a circa 18mila euro, a cui vanno aggiunti circa 6mila e 500 euro per oneri accessori e imposte a carico dell’Ente. Un gruzzoletto niente male in tempi di vacche magre.

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Circolata la notizia delle indennità erogate ai pezzi grossi dell’Amministrazione, molti dipendenti si sono chiesti “perché a loro sì e a noi no?”, visto che dal 2013 non vengono versate le indennità di responsabilità, cioè quei compensi accessori previsti dalla contrattazione collettiva a favore di chi si vede affidare compiti e mansioni specifiche, che esulano dal profilo lavorativo di base. Un allarme in parte rientrato quando fonti sindacali hanno rassicurato i più esagitati: per riconoscere le indennità di responsabilità bisognava prima assicurare le gratifiche ai dirigenti, sulla base delle quali verranno calcolate anche quelle dei dipendenti. Insomma, una sorta di bonus tira l’altro.

Riconosciute le indennità per i risultati conseguiti nel corso del 2015, ai cittadini più curiosi non restava che dare un’occhiata proprio a questi famosi obiettivi il cui raggiungimento aveva assicurato il gruzzoletto di cui sopra. Peccato che nella sezione del sito comunale dedicata al Piano della performance, dove è presente la documentazione a partire dal 2012, manchi proprio la delibera di giunta relativa al 2015. A risultare assente era anche il report del Nucleo di valutazione, in pratica le “pagelle” di segretario e dirigenti, in base alle quali sono state pagate le indennità. Cosa di cui ha chiesto conto agli uffici il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Giovanni Russo, che questa mattina ha presentato una formale istanza per sapere che fine avesse fatto il documento e perché non fosse stato reso disponibile online. Domande che hanno spinto gli uffici competenti a rimediare in fretta e il report è stato così caricato sul sito.

Da esso si evince che il più bravo della classe è il segretario Fratino, con un punteggio finale di 88,38 punti su 100, anche se – è bene ricordarlo – la valutazione si riferisce solo ai primi 3 mesi del 2015. Abbastanza, comunque, per strappare il voto più alto in quasi tutte le materie, tranne che in “riduzione del contenzioso attraverso convenzioni”, dove il Nucleo di valutazione definisce l’obiettivo come conseguito solo “parzialmente”. Sul secondo gradino del podio si attesta Adriana Teti, con 85.71 punti su 100. Anche in questo caso il giudizio del Nucleo di valutazione è lusinghiero, tranne per “affidamento e convenzione impianti sportivi” e “organizzazione di eventi musicali, teatrali e culturali”, dove la dirigente rimedia il voto più basso in pagella, ma comunque sempre abbondantemente oltre la sufficienza.

Infine, Filippo Nesci, che accumula 85,31 punti su 100, con qualche lacuna in “strisce pedonali”, “accertamento condono edilizio” e “censimento patrimonio di edilizia residenziale pubblica”. Niente di grave, visto che il Nucleo di valutazione ha comunque premiato tutti con voti complessivamente molto alti, anche se nel “giudizio scritto” si è lasciato andare a qualche considerazione più critica. In particolare, quando viene evidenziato che «si è potuto osservare una carenza organizzativa legata all’integrazione dei vari Settori e, soprattutto, una non ancora chiara consapevolezza del lavoro di squadra, che consentirebbe, non solo di affrontare e risolvere insieme i problemi comuni, ma anche di creare uno spirito di collaborazione attiva che possa sostenere il lavoro di tutti».

Insomma, secondo la commissione di esaminatori, al Comune non si fa squadra, con conseguenze negative per l’intera macchina amministrativa. Detto questo, però, il Nucleo di valutazione ha anche sottolineato che quando gli obiettivi non sono stati conseguiti, i dirigenti hanno sempre dato «ampie giustificazioni sui motivi che hanno impedito il loro raggiungimento, a cominciare dalle ristrettezze di personale e di risorse economiche».

Quindi, voti alti e indennità massima per tutti. Averceli dei professori così comprensivi a scuola…