Turismo nel Vibonese e in Calabria: la “ricetta” di Franco Bevilacqua

L’ex senatore, componente della direzione nazionale del Movimento per la sovranità, analizza le contraddizioni di una regione dalle tante potenzialità

L’ex senatore, componente della direzione nazionale del Movimento per la sovranità, analizza le contraddizioni di una regione dalle tante potenzialità

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Da Francesco Bevilacqua, componente della direzione nazionale del Mns, riceviamo e pubblichiamo: 

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“D’accordo con quanto sostenuto dal sottosegretario Dorina Bianchi, nel corso del recente congresso regionale di Agci (associazione cooperative italiane), che bisogna puntare anche sul turismo per rilanciare la Calabria e il Vibonese, soprattutto in considerazione dei dati record della stagione estiva appena trascorsa. Un trend positivo che però, a parere dell’ex senatore Francesco Bevilacqua, ha bisogno di una programmazione attenta e di una forte presa di coscienza al fine di eliminare  carenze che producono un effetto frenante.

Più volte gli imprenditori del comparto hanno lanciato l’allarme sulla necessità che i tempi della politica si adeguino alle richieste di un settore considerato trainante per l’economia. Ad attestare questo aspetto, soprattutto nella  nostra provincia, sono le cifre legate al numero di posti letto che sono i più numerosi di tutte le altre zone turistiche calabresi e i dati sull’occupazione importanti, ma purtroppo limitati al solo periodo estivo. Si parla di circa 8mila addetti e di un monte salari pari a circa 4milioni di euro. A fronte di questi risultati gli operatori del settore devono però fare i conti  con problemi che si trascinano da tempo senza trovare soluzione. Erosione costiera, depurazione, dissesto idrogeologico, tutela ambientale, infrastrutture viarie dissestate, censimento, riordino e fruibilità dei beni culturali, valorizzazione dei territori. A mancare sono le condizioni minime organizzative per una Calabria che nonostante le innumerevoli risorse culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche, ha difficoltà ad integrarsi nel sistema Italia.

L’industria turistica  se vuole  essere competitiva non può più continuare a reggersi sulla buona volontà  degli operatori, ma ha bisogno – in considerazione della crescita dei flussi – di una politica di implementazione di alto profilo, a partire dai collegamenti viari, così come dalle agevolazioni fiscali e creditizie. Un discorso a parte va fatto invece sui collegamenti aerei, per cui andrebbe rivisto per intero il sistema aeroportuale regionale in considerazione del fatto che in Calabria tre aeroporti, a fronte di una popolazione di appena 2 milioni e 10mila abitanti, secondo Bevilacqua, sono tanti. La carenza di utenza porta a continui disagi, alla cancellazione di voli, alla chiusura e riapertura di qualche aeroporto. Va avviato, perciò, un serio confronto al fine di trovare adeguate soluzioni.

Al momento le iniziative messe in atto per il territorio appaiono abbastanza confuse e non in grado di fare fronte all’importante flusso turistico. Poca attenzione si è registrata anche nei confronti di snodi strategici come il Porto di Vibo Marina (di competenza statale) che attende da anni di essere riqualificato e che potrebbe fungere da porta di accesso ai Paesi del Mediterraneo, intercettando quel settore turistico che si lega alla crocieristica. Turismo e Calabria è dunque un binomio possibile, ma dipende da un insieme di  fattori – in primis la volontà politica – che devono concorrere a rendere competitivo il nostro territorio”.