giovedì,Giugno 17 2021

Pd di Vibo alla Provincia, i consiglieri dem: «Ignorata l’esistenza del gruppo»

Carchedi, Profiti e Condello scrivono al segretario Zingaretti e al commissario Graziano e lamentano «la totale mancanza di garbo istituzionale. Così facendo - aggiungono - riemergono vecchie logiche»

Pd di Vibo alla Provincia, i consiglieri dem: «Ignorata l’esistenza del gruppo»
I consiglieri Maria Condello e Antonio Carchedi

Non hanno mandato giù l’iniziativa intrapresa dai vertici cittadini del Pd di Vibo Valentia che, ieri, hanno incontrato il presidente della Provincia Salvatore Solano in vista della visita in città del ministro per il SudGiuseppeProvenzano, in programma il prossimo 24 settembre. Così hanno preso carta e penna e si sono rivolti direttamente al segretario nazionale NicolaZingaretti e al commissario regionale StefanoGraziano. Sicché, come se non bastasse, un altro fronte di contrasto si apre all’interno di un partito che non ne avvertiva certamente il bisogno. A farsene promotori sono i consiglieri provinciali dem AntonioCarchedi, GregorioProfiti e MariaCondello. Gli stessi che, nella circostanza, lamentano di non essere stati minimamente coinvolti dai referenti cittadini del loro stesso partito.

«Ci duole segnalare tutto il nostro disappunto per la totale mancanza di garbo istituzionale di una classe dirigente che, ancora una volta, dimostra di rinunciare a interpretare i bisogni di cambiamento gestionali» scrivono nell’attacco della loro lettera indirizzata a segretario e commissario. L’incontro in questione, affermano, «è avvenuto ignorando l’esistenza di un gruppo consiliare attivo, protagonista della dialettica politico-amministrativa che, soprattutto, nel ruolo di minoranza e nella dimensione bipartisan, agisce nel massimo della collegialità, sostenendo le migliori idee ed i migliori progetti. Da circa due anni – ricordano -, abbiamo sempre cercato di essere propositivi e severi ove necessario, consapevoli delle enormi difficoltà che l’ente Provincia vive ormai da tempo, e che ora finalmente si appresta a superare con l’uscita dal default economico-finanziario. Risultato ottenuto anche grazie al nostro fattivo contributo politico istituzionale». [Continua]

L’incontro tra la delegazione Pd e gli amministratori provinciali

I tre consiglieri quindi precisano: «quello in oggetto sembrerebbe un mero caso di etichetta, poco attinente con la sostanza dei problemi che il nostro territorio deve affrontare. Ma dietro il formalismo di singoli episodi riemerge prepotente una vecchia logica che reitera un metodo purtroppo andato in auge per molto tempo, desertificando gli spazi democratici più autentici rinverditi solo dall’entusiasmo, dalla capacità e dalla gratuità dei più responsabili e che va in contrasto con la sua visione di partito e con le scelte coraggiosamente portate avanti nell’ultima competizione regionale. Se l’idea è quella di ritornare all’egemonia di gruppi ristretti autoreferenziali – proseguono Carchedi, Profiti e Condello -, alla ricerca di visibilità personale e di ruoli in vista dei congressi provinciali e regionali, vuol dire che ci stiamo sempre di più allontanando dalle nuove generazioni e, inevitabilmente, stiamo consegnando la nostra amata nazione a una destra retriva, isolazionista e deleteria per il futuro. Il nostro territorio non può continuare a sopportare una tale gestione politica, altrimenti s’imbocca la direzione opposta rispetto alla linea tracciata dalla sua segreteria, rallentandone così il processo di rinnovamento della classe dirigente».

Il disappunto espresso «va nella direzione di scongiurare l’ennesima involuzione del partito, spesso terreno di incomprensibili lotte fratricide che puntualmente provocano delusione e disimpegno nella base. La strumentalizzazione della manifestazione del 24 settembre del ministro per il Sud della Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano svilisce nella sostanza quella che è l’importanza che tale iniziativa assume nel prospettare una idea condivisa di sviluppo. Condivisione che non può avvenire solo a parole o per propaganda. Crediamo che sia giunto il momento di aprire un dibattito serio sul ruolo sostanziale delle federazioni, sulla loro capacità di interpretare le istanze di coloro che credono ancora nell’impegno politico, ma che sono relegati in una specie di limbo che neutralizza tante energie positive. Crediamo – concludono i consiglieri provinciali del Pd – che le federazioni debbano garantire trasparenza ed equilibrio, interpretando la linea di rigenerazione finora portata avanti dal partito nazionale, dove i veri temi di discussione sono quelli che riguardano l’emancipazione dei cittadini, a partire da quelli contenuti in Agenda 2030».

Il ministro Provenzano a Vibo, delegazione dem dal presidente della Provincia

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