Primo “scontro” a Limbadi: il consigliere Manco lamenta il mancato ingresso in giunta

Lo fa attraverso una singolare lettera-missiva inviata ai suoi concittadini con la quale parla di accordi non rispettati e tira in ballo l’etica e il “rispetto”, mentre dai controlli delle forze dell’ordine emergono sue frequentazioni di un certo interesse…
Lo fa attraverso una singolare lettera-missiva inviata ai suoi concittadini con la quale parla di accordi non rispettati e tira in ballo l’etica e il “rispetto”, mentre dai controlli delle forze dell’ordine emergono sue frequentazioni di un certo interesse…
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Giuseppe Manco

Neanche il tempo di insediarsi e di celebrare il primo Consiglio comunale alla presenza, fra gli altri del prefetto di Vibo Valentia, Francesco Zito, che a Limbadi “scoppia” il primo caso politico. Il neo consigliere comunale di maggioranza Giuseppe Manco, al quale il nuovo sindaco Pantaleone Mercuri ha affidato la delega agli Spettacoli (al pari di altri consiglieri di maggioranza a cui ha affidato altre singole deleghe) – coinvolgendo così nella vita amministrativa dell’ente locale tutti i consiglieri – non ci sta e per esprimere il proprio disappunto si affida a tanto di missiva e “manifesto” inviato a diversi cittadini-elettori di Limbadi. Una “comunicazione” che riproduciamo integralmente.

Il sindaco Pantaleone Mercuri

In tale comunicazione colpiscono, a nostro avviso, due aspetti: la logica (errata) imperversante da anni a certe latitudini politiche locali secondo la quale la nomina della giunta comunale, e quindi degli assessori, non spetterebbe autonomamente al sindaco ma quest’ultimo dovrebbe nominare automaticamente assessori i consiglieri comunali che hanno preso più voti (magari anche se non dotati di alcuna competenza specifica – che tocca al sindaco valutare – in nessuna materia di competenza della giunta); il fatto che Giuseppe Manco faccia esplicito riferimento ad incarichi prefissati nel corso della campagna elettorale. In merito a tale affermazione sarebbe quindi interessante che lo stesso Manco spiegasse anche con chi ha prefissato incarichi in giunta nel corso della campagna elettorale, con chi ha preso accordi – che Manco dichiara non essere stati rispettati – e se il candidato a sindaco, Pantaleone Mercuri, ne era al corrente e d’accordo.

Giuseppe Manco tira poi in ballo addirittura la mancanza di “etica” e di “rispetto” nei suoi confronti e sarebbe quindi interessante capire a chi addebita tali “mancanze”. Per il resto ricordiamo solamente che dagli atti in nostro possesso emerge nei confronti di Giuseppe Manco un controllo da parte dei carabinieri datato 2 gennaio 2015 quando è stato trovato all’interno di un’abitazione in compagnia di un soggetto arrestato nel 2013 per spaccio di marijuana. Lo stesso Giuseppe Manco non ha poi fatto mistero sui social network della sua amicizia (“immortalata” da diverse foto) con uno dei figli del boss Cosmo Michele Mancuso e con altro soggetto gravato da precedenti in materia di stupefacenti che proprio nei giorni scorsi è finito agli arresti domiciliari per scontare una condanna per truffa. Il soggetto in questione è anche cognato di altra persona ritenuta dai carabinieri vicina al clan Mancuso e già indagato e poi stralciato nell’operazione Rinascita-Scott.
Una prima “patata bollente”, insomma, per il neo sindaco Pantaleone Mercuri che – appena insediato e con buona pace di chi giusto l’altro giorno predicava la “rinascita” di Limbadi – si ritrova alle prese con la singolare iniziativa del suo consigliere del quale in precedenti articoli (ed in solitudine) avevamo sottolineato le amicizie rivendicate sui social ed i controlli sul territorio da parte delle forze dell’ordine.

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