Nuovo Tribunale di Vibo, il sindaco Limardo: «Responsabilità da cercare altrove»

Il primo cittadino evidenzia «i gravi errori procedurali perpetrati in passato che hanno determinato un’inevitabile fase di stasi dei lavori»
Il primo cittadino evidenzia «i gravi errori procedurali perpetrati in passato che hanno determinato un’inevitabile fase di stasi dei lavori»
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«Sin dal mio insediamento con determinazione e fermezza ho affrontato questa problematica, consapevole dell’importanza strategica dell’opera in sé e, ancor più, della valenza – anche simbolica – in un territorio come il nostro. Insieme con gli uffici abbiamo lavorato senza sosta in totale assonanza e sinergia con gli uffici della presidenza del Tribunale e della Procura della Repubblica nonché in collaborazione con l’onorevole Dalila Nesci».

È quanto afferma il sindaco di Vibo Maria Limardo in riferimento allo stato dei lavori del nuovo Palazzo di giustizia di via Lacquari, oggetto, nei giorni scorsi, di un sopralluogo della Commissione parlamentare antimafia in missione in città.

«Le responsabilità dell’attuale stato della struttura – spiega il sindaco – vanno senza dubbio ricercate altrove. Purtroppo anche su questa importante opera abbiamo dovuto registrare gravi errori procedurali perpetrati in passato che hanno determinato un aggravamento procedimentale e un’inevitabile fase di stasi per consentire la relativa correzione. Infatti sulla base della corrispondenza intercorsa con il ministero delle Infrastrutture (ente finanziatore) è emerso che in precedenza ben due perizie di variante sono state eseguite senza la necessaria autorizzazione ministeriale. Pertanto gli uffici comunali hanno dovuto sanare questo grave errore procedurale con una relazione acclarante, richiesta dal ministero, e trasmessa al Provveditorato interregionale delle opere pubbliche per un controllo di primo livello che al momento è ancora in corso. Ancora una volta questo esecutivo si è trovato di fronte ad errori procedurali che inevitabilmente hanno comportato un rallentamento dell’azione amministrativa. Da ultimo, giusto per dare un aggiornamento, si è svolta una riunione in teleconferenza con il direttore del Settore edilizia giudiziaria del Mit e gli altri attori locali: Rup, direttore dei lavori, dirigente dei lavori pubblici, assessori ai lavori pubblici e la scrivente durante la quale è stato concordato l’ulteriore seguito del già avviato percorso amministrativo per finalmente consegnare l’opera alla città. Va comunque precisato – conclude la Limardo – che i lavori attuali hanno raggiunto l’80 per cento della spesa prevista dal contratto e sono al momento fermi in attesa del via libera da parte del competente dipartimento ministeriale che è stato già tempestivamente richiesto. Inoltre, particolare non da poco, si sta lavorando per consentire la realizzazione di una capiente aula bunker necessaria per la celebrazione di processi di notevole portata».