Poteri ai sindaci e più tamponi, le proposte di Papillo per la gestione dell’emergenza Covid

Il primo cittadino di Gerocarne interviene segnalando una serie di misure utili a gestire in modo più efficace l’esplosione dei contagi: «Siamo in ritardo ma possiamo recuperare»
Il primo cittadino di Gerocarne interviene segnalando una serie di misure utili a gestire in modo più efficace l’esplosione dei contagi: «Siamo in ritardo ma possiamo recuperare»
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Il sindaco di Gerocarne Vitaliano Papillo

«Oggi che, a differenza della prima ondata, il Covid è sempre più vicino alle nostre comunità, colpite da sempre più frequenti e numerosi contagi, appare chiaro che nel meccanismo di coordinazione della prevenzione e del contenimento (più di) qualcosa non funzioni. E questo non ce lo possiamo permettere. Non se lo può permettere la Calabria e non se lo può permettere la provincia di Vibo Valentia».

È quanto dichiara il sindaco di Gerocarne Vitaliano Papillo chiedendo – alla vigilia della Conferenza dei sindaci che si riunirà il prossimo 6 novembre – una serie di misure che possano contribuire a rendere più efficiente il sistema di controllo e prevenzione dell’emergenza Covid.  

«Da semplice sindaco – afferma Papillo -, senza la pretesa di avere competenze scientifiche e mediche e senza voler puntare il dito contro nessuno, credo che per gestire al meglio l’emergenza si sia persa più di una buona occasione per agire quando eravamo in fase di “calma apparente”. Ritengo, però, che si possa ancora correre ai ripari ed evitare che la situazione degeneri ulteriormente. Parlando della provincia di Vibo, con un discorso estensibile, con le dovute differenze, a tutto il territorio regionale, penso che per una gestione oculata andrebbero fissati pochi punti fermi: poteri ai sindaci di emettere subito l’ordinanza di quarantena e richiesta immediata del tampone a soggetti fortemente a rischio o arrivati da altre regioni o province ed a coloro che sono venuti a contatto con gli stessi; rapidità di esecuzione dei tamponi, sia a livello domiciliare che presso punti strategici (tipo guardie mediche attrezzate); congruo numero di tamponi, almeno il doppio della popolazione, a disposizione di ogni provincia; dotare ogni provincia almeno di un macchinario funzionale ed efficiente per processare i tamponi; individuazione di un ospedale Covid, magari tra i tanti “dismessi” (nel caso specifico, ad esempio, Soriano Calabro); assunzione, di personale medico, infermieristico e tecnici di laboratorio. Abbiamo perso tempo – conclude Papillo – ma siamo ancora in tempo per recuperare».