Emergenza Covid, Lebrino (Psi): «Riattivare l’ospedale di Nicotera»

L’esponente del Psi rilancia la proposta dell’utilizzo del presidio per fronteggiare la carenza di posti letto che attanaglia la regione
L’esponente del Psi rilancia la proposta dell’utilizzo del presidio per fronteggiare la carenza di posti letto che attanaglia la regione
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Ospedale Nicotera
L'ospedale di Nicotera

«La ripresa dell’emergenza sanitaria e la carenza di presidi ospedalieri nella Regione Calabria impongono l’adozione di misure straordinarie in materia di potenziamento delle strutture e, conseguentemente, di contenimento e gestione dell’epidemia da Covid-19 che, oramai, si diffonde sul territorio regionale con cifre mai viste nella prima fase. Aumentano sempre più i contagi giornalieri, aumentano i ricovi in terapia intensiva, aumentano le vittime. Secondo quanto riportato dall’Ansa, per l’Istituto superiore di sanità sono 11 le regioni classificate a rischio elevato e la Calabria, addirittura, è tra le quattro regioni (assieme alla Lombardia, al Piemonte ed all’Emilia Romagna) nello “scenario 4”, il più grave previsto, caratterizzato da una “situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo”».

Gian Maria Lebrino (Psi)

Ad affermarlo, in un comunicato stampa, è il segretario provinciale del Partito socialista di Vibo Valentia Gian Maria Lebrino, il quale lancia la proposta della riapertura, al fine di arginare la diffusione del Covid, dell’ospedale di Nicotera. «È opinione della nostra federazione provinciale che l’adozione di tutte le misure necessarie per far fronte a questa emergenza epidemiologica non possa prescindere dalla riapertura degli ospedali chiusi presenti sul territorio regionale come quello di Nicotera. Tale riapertura, infatti, può essere fattore determinante con l’aumento della disponibilità di posti letto e di spazi da destinare al ricovero dei pazienti meno gravi, a coloro che necessitano di altre cure e terapie mediche o anche, semplicemente, all’assistenza delle persone in quarantena. Tale riapertura avrebbe, poi, il pregio di riequilibrare (anche se solo in minima parte) il divario esistente tra la nostra e le altre province calabresi: la provincia di Vibo Valentia, infatti, ha assegnati 1,5 posti letto per mille abitanti, contro i 2,3 posti di Crotone e Reggio Calabria, i 2,5 posti di Cosenza ed i 3,4 di Catanzaro (fonte: Report Sanità 2018)».

La lotta al Covid-19, prosegue Lebrino, «non lascia margini a tentennamenti e tutte le risorse disponibili devono essere messe in campo. È una lotta che, certamente, si affronta con i Covid center, con gli ospedali Hub destinati a gestire i casi di maggior impegno clinico-assistenziale e gli ospedali Spoke destinati alla gestione di casi Covid-19 a minor impegno e collegati con l’Hub di riferimento. Ma è nostro convincimento che anche gli ospedali dismessi o sottoutilizzati possano essere di importante supporto nella grande prova di forza che la sanità sta affrontando, quantomeno per decongestionare gli ospedali in prima linea, per isolare i soggetti altamente infettanti dagli altri, per l’ospitalità alberghiera, per aumentare la dotazione di risorse, gli spazi e i posti letto a disposizione. Alla luce di tutto ciò – conclude -, è opportuno che si proceda con l’immediata riapertura del presidio ospedaliero di Nicotera con uno sforzo, certamente, straordinario ma indispensabile a garantire alla provincia di Vibo Valentia (e non solo) un’adeguata assistenza sanitaria in questa fase di grave emergenza sanitaria».