Caso Morra, il segretario di Vigilanza Rai: «Censura gravissimo precedente, si apra indagine»

La Rai si scusa con il presidente della Commissione parlamentare antimafia, mentre Fratelli d’Italia e Lega continuano ad attaccare. L’arrestato Tallini di Forza Italia già dichiarato “impresentabile” a gennaio
La Rai si scusa con il presidente della Commissione parlamentare antimafia, mentre Fratelli d’Italia e Lega continuano ad attaccare. L’arrestato Tallini di Forza Italia già dichiarato “impresentabile” a gennaio
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NICOLA MORRA PRESIDENTE COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA
Nicola Morra e Nicola Gratteri

Continuano ad infuriare le polemiche sulla cancellazione dell’ospitata del senatore calabrese Nicola Morra (M5S), presidente della Commissione parlamentare antimafia, a Titolo V (trasmissione di RaiTre) dopo le parole rivolte alla defunta Jole Santelli. Una cancellazione dalla Tv di Stato richiesta dal centrodestra ed in primis da Forza Italia, partito politico a parole “liberale”, ma non nuovo ad “editti bulgari” e censure (i precedenti casi di Santoro, Biagi e Luttazzi sono purtroppo storia). La decisione di bloccare la partecipazione del senatore Nicola Morra è quindi partita dai vertici Rai e non dal direttore di Raitre, Franco Di Mare, come si riteneva inizialmente. [Continua]

Morra: «Il figlio di Riina e Buzzi sì, il presidente dell’Antimafia no»

A Omnibus, in onda su La7, Nicola Morra ha quindi commentato: “Pur essendo il Movimento Cinque Stelle una forza di governo, io – e credo di essere in minoranza – mi ritengo ancora un antisistema. Perché questo è ancora il Paese dell’ipocrisia e dei sepolcri imbiancati, in cui piuttosto che guardare la luna si osserva il dito che indica la luna, e in cui forse qualcuno, facendo servizio pubblico, reputa che il presidente di commissione Antimafia piuttosto che essere severamente esaminato dai giornalisti, che gli possano fare le pulci – come credo sia doveroso fare-, debba essere semplicemente escluso dalla partecipazione ad una trasmissione che avrebbe parlato di Calabria e ‘ndrangheta e di tutti i problemi che sono emersi dopo le dichiarazioni su Jole Santelli”.

Ed ancora, il senatore Nicola Morra si domanda: “Ma il servizio pubblico può tranquillamente intervistare il figlio di Totò Riina, Salvatore Buzzi, però il presidente della commissione Antimafia, che avrebbe detto parole disdicevoli, non può essere scartavetrato dai giornalisti? Perché io accetto anche di essere scartavetrato dai giornalisti, perché questo è il compito del giornalismo, che deve essere ruvido, severo, ma lo deve essere a trecentosessanta gradi. Credo ci sia una riflessione da farsi sullo stato di salute della democrazia in alcune aziende che un tempo era erano le prime aziende culturali del Paese e lo dico sapendo che la mia forza politica è stata chiamata a governare il consiglio d’amministrazione della Rai, facendo delle scelte perché è notorio che il consiglio d’amministrazione è figlio dell’esperienza di governo in cui il M5S è stata forza di governo”.

Sulla vicenda è quindi tornato anche il segretario della Vigilanza Rai – nonché deputato di “Italia Viva” – Michele Anzaldi che ha così commentato: La situazione della Rai è ormai totalmente fuori controllo, lo conferma il vulnus senza precedenti nella storia del servizio pubblico causato dalla censura ad un’alta autorità istituzionale come il presidente della commissione bicamerale antimafia Nicola Morra. E’ andata in onda una pagina nera per il servizio pubblico Rai, forse il punto più basso toccato negli ultimi anni. Su ordine dei vertici Rai è stata annullata all’ultimo minuto l’intervista ad un parlamentare. Il precedente creato da questi vertici Rai è gravissimo. La Rai dovrebbe fare giornalismo e informazione, non politica. Invece di mettere giornalisticamente alle strette Morra – ha proseguito Anzaldi – il servizio pubblico ha preferito abdicare al suo ruolo e ha preferito censurarlo, con una decisione peraltro arrivata solo dopo le esplicite richieste del centrodestra di annullare l’intervista. Una decisione politica, non giornalistica. Questa è l’autonomia giornalistica dei conduttori e delle reti del servizio pubblico? Da chi è arrivato l’ordine di censurare Morra, da salini, da Foa o da entrambi? La commissione di Vigilanza Rai deve urgentemente occuparsi del caso”.

E così, mentre Fratelli d’Italia e Lega annunciano di non voler più partecipare ai lavori della Commissione parlamentare antimafia, arriva anche la nota di viale Mazzini, nella quale la Rai si scusa con Nicola Morra per come è stata comunicata la decisione sia per il riguardo che sempre va dato agli ospiti dei programmi, sia in particolare se, come in questo caso, rivestono funzioni pubbliche di rilievo e assicurare che al presidente della Commissione parlamentare antimafia verrà data opportunità, sempre attraverso le reti del Servizio Pubblico ed eventualmente nello stesso Titolo V, per esprimere i suoi punti di vista”.

Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti, rispettivamente segretario e presidente della Fnsi, e Vittorio di Trapani, segretario dell’Usigrai, spiegano dal canto loro di considerare la cancellazione “un errore, nei modi, nei tempi e nel merito”. In una nota congiunta i rappresentanti di Fnsi e Usigrai continuano: Abbiamo sempre sostenuto, e non abbiamo cambiato idea, che il problema non è chi intervisti ma come, ovvero le domande che vengono poste o non poste. A meno che da oggi la Rai non comunichi i criteri di esclusione, chiaramente fin qui non utilizzati”.

Jole Santelli e Domenico Tallini

Ricordiamo che le dichiarazioni di Nicola Morra ed il voto dei calabresi erano arrivate dopo l’arresto del presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini di Forza Italia per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri. Domenico Tallini, all’atto della candidatura nel gennaio scorso era già stato segnalato all’opinione pubblica quale “impresentabile” proprio dal presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, poiché alle prese con diverse grane giudiziarie.

Domenico Tallini, ex presidente del Consiglio regionale

Domenico Tallini era stato però eletto a suon di preferenze in Consiglio regionale riscuotendo anche il plauso di Jole Santelli e divenendo poi presidente dell’assemblea. Da venerdì Tallini si trova agli arresti domiciliari per contiguità con il potente clan della ‘ndrangheta dei Grande Aracri di Cutro. «Tallini è stato il più votato nel collegio di Catanzaro-Vibo-Crotone, se non il più votato in Calabria. È la dimostrazione – aveva dichiarato Morra – che ogni popolo ha la classe politica che si merita».