Le Serre verso Catanzaro, Cosmo Tassone: «Lasciare Vibo per tornare a vivere» (VIDEO)

A Simbario due consigli comunali si riuniscono oggi per discutere la petizione per il ritorno dell’area montana vibonese nella Provincia catanzarese. Intervista al primo cittadino di Brognaturo: «Oggi siamo morti. Qualsiasi segnale di vita porterà benefici» 

A Simbario due consigli comunali si riuniscono oggi per discutere la petizione per il ritorno dell’area montana vibonese nella Provincia catanzarese. Intervista al primo cittadino di Brognaturo: «Oggi siamo morti. Qualsiasi segnale di vita porterà benefici» 

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Prende consistenza sul piano politico e giuridico l’idea che una parte delle Serre vibonesi possa tornare sotto l’egida della Provincia di Catanzaro. Oggi pomeriggio a Simbario è previsto un consiglio comunale aperto e congiunto tra gli amministratori del Comune guidato da Ovidio Romano e i colleghi di Brognaturo con in testa il sindaco Cosmo Tassone, uno dei principali fautori della proposta.  

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Sul tavolo proprio la “Petizione di iniziativa popolare per riportare i Comuni dell’area delle Serre sotto la circoscrizione della Provincia di Catanzaro mediante l’utilizzo degli strumenti garantiti dall’articolo 133 della Costituzione e dall’ordinamento giuridico nazionale” e per prendere atto delle “firme raccolte in conformità agli statuti da sottoporre all’approvazione dei consigli comunali”. 

Un percorso ormai avviato che lo stesso primo cittadino Tassone difende a spada tratta, dicendosi convinto dell’opportunità di questa battaglia e della buona riuscita dell’operazione “Ritorno a Catanzaro”.

Sindaco, allora fate sul serio? 

«Noi facciamo sul serio. Il problema è che non è mai stata seria la Provincia di Vibo. Quando vengono meno i servizi, quando gli uffici sono fini a se stessi e non danno servizi alla popolazione, un ente non avrebbe neppure motivo di esistere. Sui fatti specifici: assenza di servizi, strade e scuole sulle quali non vi è alcuna garanzia, ne fanno solo un’esattoria. Addirittura sono arrivate tasse da pagare sulla strada provinciale Brognaturo-Acqua del Sorcio, strada che non è percorribile, anzi è pericolosa. Per fare da esattoria ci sono altri enti, non c’è bisogno di una Provincia».

Davvero pensate che tornando sotto Catanzaro le cose andranno meglio?

«Oggi siamo morti. Peggio di così… Qualsiasi segnale di vita che porti benefici è meglio di adesso. Si pensi alla Lacina, dove avevamo fatto degli investimenti che nel tempo si sono tutti realizzati e che non è possibile adesso far morire perché non c’è una strada. Si pensi al lago che potrebbe anche essere un’attrattiva turistica e a tutte quelle strutture ricettive che non possono morire soltanto come centri d’accoglienza. Non ho nulla contro l’immigrazione ma quegli alberghi non erano stati costruiti con questo intento, e fin quando la strada era praticabile hanno pure funzionato».

C’è però un quadro legislativo che vede le Province ormai svuotate di competenze e risorse…

«Questo è un problema generale, che non vale solo per la Provincia di Vibo Valentia. Però, nel momento in cui percorrendo la stessa strada, si passa dal territorio di Vibo a quello di Catanzaro, si nota già la differenza. Se non altro, lì c’è la manutenzione ordinaria. Certamente non possiamo essere soddisfatti di ciò che ha fatto il governo Renzi, io appartengo all’altra sponda però la battaglia per la Provincia non è una battaglia partitica, è una battaglia nell’interesse di tutti. Molti errori sono stati fatti con la riforma Delrio e l’abolizione dei controlli. Però questo non vuol dire che dobbiamo morire con gli errori. La riforma va ripensata e vanno annullate tutte quelle maledette riforme che si pensava potessero portare progresso ma che in realtà sono diventate “anti”. Noi siamo per la democrazia, la civiltà, la convivenza, non per diventare “anti”». 

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