martedì,Giugno 22 2021

Covid hospital a Tropea, anche la Lega si mette di traverso

Il consigliere comunale Antonio Piserà si appella al presidente della Regione Nino Spirlì: «La struttura non è idonea a garantire percorsi separati, si rischia di annullare quel poco che funziona»

Covid hospital a Tropea, anche la Lega si mette di traverso

«Sostengo sin dal primo manifestarsi della questione l’idea di non realizzare ospedali da campo, ma di sfruttare complessi già esistenti e non fruibili, in totale disservizio: in merito si sono espressi ieri anche il ministro Boccia e il dottor Borrelli, capo della Protezione civile. L’orientamento ad utilizzare strutture parzialmente efficienti, a mio avviso, non è correttamente ponderato, rischia di inattivare quei servizi sanitari già gravemente indeboliti dalle politiche di mutilazione alla sanità pubblica calabrese, quanto, però, indispensabili».

Antonio Piserà (Noi con Salvini)
Antonio Piserà (Lega)

È quanto sostiene in una nota il consigliere comunale della Lega Salvini Calabria di Tropea, Antonio Piserà. «In esame – ricorda – è l’ospedale di Tropea, nel quale si sta valutando l’apertura di un Covid Center: la struttura che al momento accoglie anche pazienti oncologici e, in quanto tali, immunodepressi, non è affatto idonea a garantire percorsi differenziati tra pazienti Covid+ e pazienti Covid-; inammissibile, quanto scellerata, inoltre, l’ipotesi di convertirvi il reparto di medicina (l’unico rimasto aperto), decrementando gravemente l’utilizzo di posti letto e servizi conseguenti. Faccio appello al presidente Spirlì affinché, in accordo con l’Asp, impedisca la riduzione fino allo zero dell’unica risorsa rimasta in vita, della quale si rischia di privare non solo Tropea, ma anche parte del territorio adiacente, posto che ad hoc si possa approfittare delle strutture di Soriano, Nicotera e Pizzo, tutelando, in primis, gli ammalati stessi, ma l’intera cittadinanza, che potrebbe, per assoluto diritto, usufruire anche di Centri Covid progettualizzati e realizzati secondo protocollo, senza dover rinunciare, nondimeno, a quel minimo di assistenza ancora garantita.
È necessario, quanto indispensabile, dunque, che quel poco che non sia ancora stato rubato alla dignità sanitaria calabrese resti operativo e disponibile ad assistere la popolazione, esattamente come necessaria ed indispensabile è l’analisi atta a realizzare strutturalmente ciò che occorra al contenimento e al debellamento del virus».  

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