martedì,Giugno 22 2021

Nuova infornata di buoni spesa, il Pd di Vibo: «Si crei una commissione ad hoc»

Palazzo Luigi Razza dovrà distribuire titoli per 250mila euro alle famiglie bisognose. Colelli: «Offriamo collaborazione per rendere più trasparente e condivisa la gestione»

Nuova infornata di buoni spesa, il Pd di Vibo: «Si crei una commissione ad hoc»

Con il Decreto Ristori-Ter il Governo ha stanziato 400 milioni per i buoni spesa alle famiglie in difficoltà. Anche questa volta saranno i Comuni a fare da intermediari tra lo Stato e le famiglie; al Comune di Vibo è stata destinata la somma non indifferente di 250mila euro.

Una proposta operativa arriva, all’indirizzo del primo cittadino, dal Partito democratico di Vibo Valentia. «Al sindaco Limardo rinnoviamo l’invito e la proposta avanzata già in occasione del primo lockdown – scrive il coordinatore cittadino Francesco Colelli -: istituire una Commissione di valutazione trasversale, per rendere più trasparente e condivisa la gestione del processo, collaborando e vigilando insieme, affinché i buoni vengano assegnati alle famiglie effettivamente bisognose. Lo rinnoviamo con ancora più insistenza rispetto ai mesi scorsi, da opposizione responsabile, anche alla luce degli ultimi scossoni interni alla Giunta. La rimozione del capro espiatorio Pacienza porterà un risparmio per le casse comunali (abbiamo sempre sostenuto che una Giunta a nove sia pletorica) ma inevitabilmente aumenterà l’aggravio di lavoro e di responsabilità sulle spalle della sindaca, che peraltro mesi fa ha avocato a sé , evidentemente non soddisfatta dell’operato dell’assessora Falduto, anche le deleghe alle Politiche sociali. Non vogliamo fare speculazioni politiche sulla situazione attuale, che vede deleghe senza assessori e assessori senza deleghe, né sulle possibili ambizioni del nostro sindaco in vista delle elezioni regionali, ambizioni legittime ma che però potrebbero distrarla dalla guida della città… semplicemente , rivolgiamo la proposta di una Commissione straordinaria e trasversale direttamente e necessariamente a lei, perché la gestione dei buoni spesa del Governo rientra nelle Politiche sociali».

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