Rifiuti tossici, il Meetup “Vibonesi in movimento” rilancia la questione

L’aumento dell’incidenza delle patologie tumorali preoccupa gli “Amici di Beppe Grillo” di Vibo che invocano l’intervento della Regione e chiedono l’istituzione del Registro tumori

L’aumento dell’incidenza delle patologie tumorali preoccupa gli “Amici di Beppe Grillo” di Vibo che invocano l’intervento della Regione e chiedono l’istituzione del Registro tumori

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«E’ il 2014 quando vengono desecretati alcuni documenti che confermano la presenza di rifiuti tossici e radioattivi in Calabria, in particolare nella zona delle Serre, e che fanno parlare del rischio di una situazione addirittura peggiore di quella della “Terra dei fuochi” in Campania. Al momento però sembra che non se ne parli abbastanza, come se quei rifiuti non esistessero e come se il problema non dovesse interessare tutti noi cittadini che probabilmente subiamo le conseguenze di questi interramenti: l’aumento delle patologie tumorali in Calabria è giunto a livelli impressionanti».

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Lo sostiene in una nota il Meetup “Vibonesi in Movimento – Amici di Beppe Grillo”, attraverso l’organizer Riccardo Tucci “rispolverando” una questione rimasta a lungo sopita e che ciclicamente torna alla luce. 

«Cosa fare? – si chiedono oggi i cinquestelle vibonesi -. Scrivere al Prefetto di Vibo Valentia per chiedere informazioni al fine di conoscere i risultati prodotti dalle ricerche sulla presenza o meno di questi rifiuti tossici, ricordando che nel giugno 2014 fu disposta l’istituzione di una task force con il compito di verificare la presenza di scorie radioattive sotterrate nel territorio ed in particolare, appunto, nella zona delle Serre vibonesi. Proposito già attuato… siamo in attesa di una risposta».

L’alternativa, secondo gli “Amici di Beppe Grillo”, è «fare pressione sulla Regione, e per il suo tramite sul ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio, affinché vengano effettuate tutte le opportune analisi del territorio, si proceda ad una mappatura delle zone interessate e, di conseguenza, si inseriscano i siti all’interno del piano regionale delle bonifiche. Ma perché fermarsi qua? – la nuova domanda -. Ricordiamo che nell’aprile 2017 i registri tumori italiani accreditati da Airtum si sono riuniti per la prima volta in Calabria e che secondo le previsioni del direttore generale dell’Asp di Catanzaro, nella provincia di Vibo Valentia si entrerà a regime forse entro due anni. Infatti, anche nell’Asp di Vibo Valentia, precisamente nella struttura di Pizzo, si è attivata la registrazione delle patologie neoplastiche. L’attività di registrazione comprende la casistica che si è verificata nel triennio 2010-2012». 

Quindi la proposta: «Grazie all’istituzione di un registro tumori sarebbe possibile studiare le cause delle patologie tumorali – aggiunge Tucci -, analizzare l’eventuale impatto di fattori sociali o ambientali e valutare l’efficacia dei programmi di prevenzione e screening. Nell’attesa che le cose evolvano possiamo fare qualcosa: smuovere le coscienze. Chi si ammala deve poter comprendere che ciò che gli è accaduto è imputabile a cause ben precise e non al caso».