Ionadi: minoranza assente, sospeso il consiglio comunale

La decisione presa dal sindaco Arena, nonostante il raggiungimento del numero legale, al fine di evitare diatribe politiche». Fialà: «Convocazione irregolare»

La decisione presa dal sindaco Arena, nonostante il raggiungimento del numero legale, al fine di evitare diatribe politiche». Fialà: «Convocazione irregolare»

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Il Comune di Ionadi
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Si è svolto in formato ridotto il consiglio comunale a Ionadi. Il sindaco Antonio Arena, in assenza dell’opposizione guidata da Nazzareno Fialà, nonostante ci fossero “abbondantemente i numeri per procedere alla disamina, nello spirito di apertura e dialogo, al fine di evitare diatribe politiche e volendo arrivare a scelte condivise”, ha infatti chiesto ad un certo punto di rinviare ad altra data la discussione dei vari punti all’ordine del giorno. 

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La componente di minoranza “Ionadi” non si è presentata all’incontro, anticipando il tutto con una lettera indirizzata al Comune e, per conoscenza, al prefetto di Vibo Valentia Guido Longo. Nella missiva, tra l’altro letta in sala dal sindaco, vengono illustrate le motivazioni alla base di tale decisione. In particolare, si lamentano anomalie nelle procedure della notifica della convocazione del consiglio attraverso posta Pec, attinenti alla mancata verifica del fatto “che effettivamente tutti i consiglieri fossero stati messi in condizione di ricevere le notifiche con tale nuova procedura e quindi fossero avvisati del lancio di questa nuova procedura”. 

Per l’opposizione, composta da Fialà, Cristian Signoretta e Gianfranco Cullia, tra l’altro, se la convocazione per come riferito era stata fatta il 5 dicembre, vista la festa patronale di San Nicola e altro ancora “non vi erano i 3 giorni lavorativi che dovevano intercorre tra la convocazione e la seduta del consiglio”. La lettera si conclude con la richiesta di effettuare una nuova convocazione. 

Prima di interrompere il consiglio, il sindaco Arena ha comunque replicato punto per punto alle argomentazioni del gruppo “I.o.n.a.d.i.”. Per quanto riguarda la proceduta di notifica tramite Pec, il primo cittadino ha definito «falso e strumentale» quanto affermato dalla minoranza Fialà, anche perché «il messo comunale ha la ricevuta di avvenuta consegna e accettazione dei messaggi di posta elettronica certificata. L’ufficio – ha affermato – ha predisposto i modelli di richiesta che gran parte dei consiglieri hanno compilato e quindi a seguito di ciò hanno avuto l’attivazione. Pertanto, la previa autorizzazione scritta dei singoli consiglieri c’è stata e, dunque, la convocazione non è in palese violazione dell’articolo 35 del regolamento comunale». 

Rifacendosi a un altro punto controverso, ha poi spiegato che il Consiglio è stato fissato in tale data «per restare agli articoli 18 e 19 che fissano il termine di 30 giorni entro il quale si deve rispondere alle due interpellanze e alla mozione, e non 20 come dichiarato dal gruppo di opposizione nella nota, facendo riferimento all’articolo 16 allorquando un quinto dei consiglieri fa richiesta di convocazione del consiglio». 

Per Arena, insussistenti risultano anche le argomentazioni sui mancati termini dei 3 giorni lavorativi tra la convocazione e la seduta. L’ultima assise era chiamata a discutere, tra l’altro, la ratifica di una variazione d’urgenza al bilancio di previsione, la proposta di adesione al principio del “consumo di suolo zero”, due interpellanze e una mozione presentate dall’opposizione su “problematiche nei lavori in via Guglielmo Marconi”, danni conseguenti “all’assoluta non fruibilità da parte della comunità” della Pista ciclabile e del Museo delle Ferrovie, la definizione “delle cessioni (acquisizioni) di tutte le aree standard (previste dalle convenzioni di lottizzazioni e/o similari) ubicate nel territorio comunale”. 

Il prossimo consiglio si dovrebbe svolgere il 21 dicembre. Lo stesso si prospetta acceso, se è vero che Fialà si dice pronto «a denunciare il tutto alle autorità competenti, nel caso Arena non ammetta con umiltà e in spirito di democrazia le irregolarità commesse, magari per semplici dimenticanze».