Provincia, Nesci (M5s) presenta un esposto alla Procura

La parlamentare pentastellata chiede di valutare eventuali responsabilità penali in ordine al mancato pagamento delle mensilità arretrate ai dipendenti. Gli stessi si sono nuovamente riuniti in assemblea e preannunciano clamorose proteste.

La parlamentare pentastellata chiede di valutare eventuali responsabilità penali in ordine al mancato pagamento delle mensilità arretrate ai dipendenti. Gli stessi si sono nuovamente riuniti in assemblea e preannunciano clamorose proteste.

Informazione pubblicitaria

«E’ inammissibile che per debiti contratti dall’Ente e dunque imputabili alle sue gestioni, a rimetterci siano i dipendenti che, è bene precisarlo, non ricevono il dovuto stipendio da luglio, benché, ex art. 36 della Costituzione, ogni “lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”».

Informazione pubblicitaria

Parte da queste considerazioni la parlamentare vibonese del Movimento Cinque stelle, Dalila Nesci, nell’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Vibo, avente per oggetto il mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti provinciali, e inviato per conoscenza al prefetto Bruno, al premier Renzi, al ministro Alfano e ai vertici di banca Monte dei Paschi di Siena, tesoreria dell’Ente.

Provincia, sale la tensione. I dipendenti occupano nuovamente la banca – Video

Per la Nesci si è di fronte ad un ritardo «clamoroso, se si considera che, con l’avvicinarsi anche delle feste natalizie, il peso economico si farà sentire ancora di più sulle spalle delle tante famiglie vittime di tale indecorosa situazione. Vi è, inoltre, una difformità di comportamento. Seppure non penalmente rilevante, essa getta discredito sull’amministrazione pubblica, che perde di credibilità. Alludo, cioè, al fatto che proprio il Monte dei Paschi di Siena, che ha rilevanti quote nella Banca d’Italia, nel 2013 ricevette circa 4 miliardi di euro di aiuti statali in forma di cosiddetti “bond”.

La deputata ricorda ancora che «con interpellanza urgente n. 2-00807 dello scorso gennaio, in ragione dell’incompleta e problematica riforma delle province operata con la L. 56/2014 e dell’avvenuto dissesto della Provincia di Vibo Valentia» chiedeva al ministro dell’Economia e delle finanze “quali iniziative il Governo intenda assumere per intervenire in via straordinaria nei casi di mancanza di liquidità degli enti, se non ritenga indispensabile e inderogabile promuovere un aumento dei trasferimenti centrali per l’espletamento delle funzioni spettanti alle province e, infine, come e dove sarà allocato il personale in eccedenza e con quali risorse pubbliche”».

In quella circostanza, prosegue, «il sottosegretario Enrico Zanetti ha risposto che “eventuali situazioni straordinarie, quale quella citata nel testo dell’interpellanza (relativa al caso della Provincia di Vibo Valentia, in dissesto, nda), saranno valutate attentamente, al fine di individuare con le amministrazioni competenti le possibili soluzioni, nel rispetto, comunque, delle vigenti disposizioni e degli obiettivi stabiliti dal programma di Governo”. Giova ricordare – spiega ancora Nesci alla procura – che, di là dalle gestioni pregresse della Provincia di Vibo Valentia, vi è stata per tutti gli enti periferici una diminuzione dei trasferimenti centrali, finalizzata a raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica derivanti dagli accordi conseguenti al sistema dell’euro, caratterizzato dalle più sopra segnalate contraddizioni con i princìpi della Costituzione repubblicana».

Infine, si chiede «l’accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità penali e di essere informata sull’esito delle indagini».