Ma la Calabria è davvero con Salvini…?

Quali sono queste idee che possono accomunare un disegno politico storicamente antimeridionale partendo proprio dal Meridione? Un ossimoro, una contraddizione in termini.

Quali sono queste idee che possono accomunare un disegno politico storicamente antimeridionale partendo proprio dal Meridione? Un ossimoro, una contraddizione in termini.

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Vengono i brividi a vedere Matteo Salvini sorridente con a fianco la scritta “Calabria”. Ma c’è ed esiste davvero. Con tutto il carico di improbabili pizze blu e amari del capo in bella mostra a dimostrazione di affetto.

C’è “Noi con Salvini – Calabria”. E poi ci sono “Noi con Salvini – Reggio”, “Noi con Salvini – Vibo”, “Noi con Salvini – Lamezia”, “Noi con Salvini – Cosenza”, “Noi con Salvini – Catanzaro” e “Noi con Salvini – Crotone”.
La pagina Facebook principale fa 1500 iscritti. Curiosandoci dentro, per fortuna, di Calabria c’è poco. Ci sono però i calabresi che hanno deciso di schierarsi apertamente con il segretario della Lega Nord, abbracciando un progetto dal sapore nazi-fascista. Infatti, in regione, il principale sostenitore del Carroccio è tale Mimmo Gianturco, uno di Casapound nascosto dietro il simbolo delle tre spighe “Sovranità” e che, inoltre, si era candidato alle comunali di Lamezia Terme.

«Noi con Salvini – si legge nella descrizione della pagina – è effettivamente il nome del nuovo partito del segretario della Lega Nord. Quella che doveva essere prima la “Lega Sud”».

Già, ma quali sono queste idee che possono accomunare un disegno politico storicamente anti-meridionale partendo proprio dal meridione? È tutto un ossimoro, un bluff se vogliamo dirla tutta. È comprensibile pensare che molti terroni abbiano deciso di abbracciare senza ripensamenti l’idea dei leghisti per ragioni di convenienza momentanea, tipo gli immigrati, i 30 euro, la crisi, l’Europa.

In effetti nessuno interpreta meglio di Salvini questo malessere dettato dall’ignoranza e dalla xenofobia, ahinoi, presenti in ogni paese d’Italia. Quello che però seriamente stupisce è notare come molti figli di Pitagora abbiano troppo facilmente rimosso le bestemmie della Lega Nord nei confronti del Sud. Certo, nella vita si potrà sempre cambiare opinione e magari dire pure che, in fondo, Umberto Bossi & company c’avevano ragione, perché la Calabria è davvero una terra sporca, cattiva e di malaffare. Nulla da eccepire, se questi diventano improvvisamente i nuovi vessilli dei meridionali. La libertà di pensiero, anche quand’è ignobile, va rispettata.

 

A nessuno però dev’esser detto che Matteo Salvini viene in Calabria, Sicilia, Basilicata, Campania e Puglia perché improvvisamente vuole il bene delle terre sempre odiate. Su questo punto non si può e non si deve transigere, sarebbe un’offesa gravissima all’intelligenza – seppur precaria in tanti casi – del popolo terrone.
Se c’è un aspetto che da sempre ha contraddistinto i popoli del Sud è stato proprio quel fervido attaccamento alle proprie tradizioni, alle proprie origini, alla propria terra. Perché adesso vendersi al nemico? Perché accettare il tozzo di pane e dimenticarsi di chi gridava fino a ieri “secessione”? La Calabria è davvero così infame?

Per fortuna questi movimenti pro-Salvini sono poca roba, non si sa nemmeno se possano riuscire a strappare uno “zerovirgola”, fermo restando che ad oggi, in qualunque città del Sud Salvini si presenta, viene preso quasi da tutti a male parole. Ma fa male lo stesso, foss’anche una sola persona che parlando dialetto grida “W la Lega”.