Fondi alla Provincia di Vibo, botta e risposta Nesci-Censore

La parlamentare uscente del M5S attacca il collega del Pd e il presidente Niglia: «Balle elettorali». La replica: «Latitante il suo impegno per la Calabria. La sfido ad un confronto televisivo» 

La parlamentare uscente del M5S attacca il collega del Pd e il presidente Niglia: «Balle elettorali». La replica: «Latitante il suo impegno per la Calabria. La sfido ad un confronto televisivo» 

Informazione pubblicitaria
Dalila Nesci e Bruno Censore
Informazione pubblicitaria

«Devo mettere dei puntini sulle “i”, dato che Andrea Niglia, presidente della Provincia di Vibo Valentia, ha di recente tenuto una conferenza stampa (elettoralistica) sulle novità per le Province in crisi introdotte dalla Legge di stabilità per il 2018».

Informazione pubblicitaria

L’annuncio in grande stile del provvedimento contenuto dalla Legge di bilancio, che destina risorse agli Enti in stato di dissesto, fatto dal presidente della Provincia di Vibo, affiancato in conferenza stampa dal deputato uscente del Pd Bruno Censore, non poteva passare inosservato agli occhi di Dalila Nesci, già parlamentare vibonese del M5S che dei mali della stessa Provincia si è più volte occupata.  

Per la Nesci, Niglia e Censore avrebbero, in sostanza, messo in piedi un «teatrino a scopo elettorale» raccontando delle mezze verità, anzi delle vere e proprie «balle». L’esponente pentastellata parte dal citare il comma in questione, il n. 843 dell’art. 1 della legge di Stabilità che spiega, tra le altre cose, i criteri di ripartizione dei fondi stanziati per gli Enti in crisi per il triennio 2018-2010, nell’importo complessivo di 30 milioni di euro annui. “Il contributo di cui al periodo precedente è ripartito – recita il comma -, con decreto del ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, secondo criteri e importi da definire, su proposta dell’Upi, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, da conseguire entro il 31 gennaio 2018. Qualora l’intesa non sia raggiunta, ovvero non sia stata presentata alcuna proposta, il decreto è comunque adottato, entro il 10 febbraio 2018, ripartendo il contributo stesso in proporzione alla spesa corrente per viabilità e scuole, come desunta dall’ultimo rendiconto approvato dalla Provincia interessata”.

«Che cosa ciò significa, in concreto? – si chiede la Nesci -. Vuol dire che vanno ancora definiti i criteri di ripartizione dei 30 milioni annui da attribuire alle Province interessate. È giusto cantare vittoria, come ha fatto Niglia insieme a Censore, in una fase di (avviata) campagna elettorale? No, non è giusto, perché non si conosce ancora quanto riceverà la Provincia di Vibo Valentia, al netto delle procedure previste dalla legge. Nota la cifra, essa andrà rapportata al bilancio della Provincia di Vibo Valentia. È corretto – incalza -illudere i cittadini e i dipendenti provinciali, dicendo, come ha fatto Niglia, che per la Provincia di Vibo Valentia inizia un nuovo corso anche grazie alla possibilità di accedere a un mutuo, a parte, di 10 milioni di euro? No, perché si tratterebbe per l’Ente in questione di un debito con lo Stato, che, peraltro, non si sa ancora se potrà essere contratto».

Alla netta presa di posizione di Dalila Nesci ha risposto a strettissimo giro di posta Bruno Censore: «L’on. Nesci – ha affermato l’esponente del Pd – affronta il problema delle Province sofferenti ed in particolare quella di Vibo Valentia in maniera superficiale, derivante dal nanismo politico che affligge in generale il Movimento 5 Stelle. Non mi va di discutere del suo latitante impegno per la Calabria e la sua provincia, ma la invito ad un confronto pubblico televisivo, salvo che la stessa non sia afflitta dalla sindrome di Di Maio, e cioè quella di sfuggire ai confronti pubblici con le altre forze politiche».

LEGGI ANCHE:

Vibo, arriva l’emendamento “Salva Provincia”. Niglia: «Presto fuori dal dissesto» (VIDEO)