Ferro contro i sindaci vibonesi, Massa annuncia querela. Lei controreplica: «Amministrazioni clientelari»

Il primo cittadino di Vazzano ammette il coinvolgimento nell’“affaire discarica” ma respinge lo «scenario di voto di scambio». Non si fa attendere la risposta del consigliere regionale che mette nel mirino anche Cavallaro

Il primo cittadino di Vazzano ammette il coinvolgimento nell’“affaire discarica” ma respinge lo «scenario di voto di scambio». Non si fa attendere la risposta del consigliere regionale che mette nel mirino anche Cavallaro

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Da sinistra Massa, Ferro, Cavallaro
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Non accenna a placarsi la polemica politica innescata dall’annuncio dello stanziamento dei fondi per il Piano regionale della depurazione dei quali potranno beneficiare anche diversi comuni vibonesi.

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Alle pesanti accuse rivolte dal consigliere regionale Wanda Ferro all’indirizzo del presidente della giunta regionale Mario Oliverio e del suo avversario alle prossime politiche del 4 marzo Bruno Censore, tacciati di essere compartecipi di uno «scenario da voto di scambio politico-istituzionale», sono, com’è noto, seguite le repliche di sei primi cittadini di area Pd che hanno stigmatizzato l’uscita dell’ex presidente della Provincia di Catanzaro. Al coro si sono poi uniti il sindaco di Dinami Maria Ventrice e Franco Cavallaro, segretario generale della Cisal.

Ultimo arrivato in ordine di tempo il sindaco di Vazzano Vincenzo Massa, chiamato in causa dalla stessa Ferro in relazione all’“affaire discarica” di Sant’Onofrio.  

«E’ spiacevole constatare che la Ferro inserisca il mio nome in uno scenario di voto di scambio – tuona Massa -, riportando acriticamente notizie false che, sicuramente, provengono dai suoi cortigiani politici presenti sul nostro territorio». Massa non nega la circostanza evidenziata dalla candidata di Fratelli d’Italia, anzi. «La informo, che il sottoscritto è amministratore della società proprietaria dei terreni su cui dovrebbe sorgere l’eco-distretto. Detta società, nell’ipotesi in cui dovesse essere realizzato l’eco-distretto, avrebbe diritto alla sola indennità di esproprio come qualunque proprietario che si vede privato del suo diritto di proprietà su un immobile. 

Sono disponibile a fornirle informazioni utili e dettagliate sulla posizione assunta dall’ex sindaco di Sant’Onofrio, dai miei avversari politici attuali suoi suggeritori e da qualche professionista che oggi, invece, sono diventati “per incanto” promotori del “no” al realizzando eco-distretto». Quindi l’affondo «Ferro, che siede nel Consiglio Regionale a scapito di Giuseppe Mangialavori, dovrebbe sapere che il Consiglio Regionale della Calabria ha bloccato, nella seduta del 30 novembre 2017 (legge 47/2017), tutte le autorizzazioni per la realizzazione di discariche nel territorio regionale. Evidentemente, per la Ferro, era più importante  “sistemare” la sua candidatura alle prossime elezioni politiche. Considerato che non è consentito a nessuno associare il mio nome, direttamente o indirettamente, in uno scenario di voto di scambio, porterò all’attenzione della magistratura le dichiarazioni della Ferro perché lesive della mia immagine». 

Alle minacce di querela avanzate dal primo cittadino di Vazzano (e alla precedente dichiarazione di Franco Cavallaro) ha replicato nuovamente Wanda Ferro. «Al sindaco Massa – riferisce la Ferro – rispondo innanzitutto che non ho alcun timore di riferire anche alla magistratura le circostanze che ho denunciato, e che ho paragonato ad uno scenario da voto di scambio politico-istituzionale. Io non ho accusato lui né altri di avere interessi illeciti o di aver commesso reati – non ho certo parlato di voto di scambio politico-mafioso! – ma ho denunciato un malcostume politico a cui il nostro territorio è fin troppo abituato. Denunce rispetto alle quali non intendo arretrare di un millimetro». 

Nel merito, l’esponente di Fratelli d’Italia spiega «ho citato la vicenda della discarica di Sant’Onofrio per chiedere motivazioni sulla nomina del sindaco Maragò quale consulente del Dipartimento Ambiente per il Piano regionale di gestione dei rifiuti: incarico che gli ha fatto assumere contestualmente il ruolo di controllore e controllato, creando quindi un evidente conflitto di interessi. Che l’azienda amministrata dal primo cittadino di Vazzano sia interessata all’opera, seppure in quanto proprietaria dei terreni come egli stesso precisa, è un fatto, e un interesse imprenditoriale non è un interesse illecito. Peraltro della vicenda si sono ampiamente interessate le cronache politiche locali, e francamente fatico a comprendere cosa ci sia di lesivo dell’immagine del sindaco nel riportare un semplice dato di fatto». 

Quindi la risposta a Cavallaro, «che mi attacca poiché pur senza essere nominato si sente chiamato in causa da un comunicato di Fratelli d’Italia, devo innanzitutto rispondere che in tutta la mia storia amministrativa ho avuto rapporti improntati al massimo rispetto, alla collaborazione e alla stima reciproca con tutte le organizzazioni sindacali. Non ho nulla, quindi, contro la Cisal, i suoi dirigenti e i suoi iscritti, come lui diversamente vorrebbe far credere». 

Ancora sulla “presenza sul territorio vibonese”, Ferro aggiunge: «è evidente che non può essere stata assidua in quanto per anni sono stata impegnata nell’azione amministrativa, credo con buoni risultati, nei territori nei quali sono stata eletta dai cittadini. In quegli anni nella provincia di Catanzaro sono stati realizzati musei, parchi, scuole, strade, impianti sportivi, mentre nel territorio vibonese le strade provinciali, che dovrebbero portare i turisti in luoghi di una bellezza impareggiabile, continuano ad essere delle pericolose mulattiere, con la remissiva indulgenza di quegli amministratori che, anziché tutelare gli interessi dei propri concittadini, si prestano ai giochi elettorali di chi con la presenza sul territorio non ha lasciato alcunché alla comunità, ma ha lavorato soltanto per costruire consenso clientelare a sostegno della propria carriera politica». 

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