lunedì,Aprile 19 2021

Regionali, Calabria al voto in autunno: «Leso il diritto alla democrazia»

La bozza del decreto legge indica la finestra tra il 15 settembre e il 15 ottobre. Nel silenzio del centrodestra a parlare sono gli antagonisti dell’attuale maggioranza: «Grave lasciare la regione senza un presidente eletto»

Regionali, Calabria al voto in autunno: «Leso il diritto alla democrazia»

Si terranno tra il 15 settembre e il 15 ottobre le elezioni amministrative previste nel 2021. Così anche le Regionali previste in Calabria per l’11 aprile e già rinviate una volta. È quanto prevede la bozza del decreto legge sul differimento delle elezioni, che sarà in Cdm ed è ancora suscettibile di modifiche. Il testo riguarda le comunali (tra le altre quelle di Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino), le suppletive per la Camera a Siena e le Regionali già indette in Calabria. Il decreto dispone il rinvio a causa «del permanere del quadro epidemiologico da Covid-19 diffusamente grave su tutto il territorio nazionale e dell’evolversi di significative varianti del virus che presentano carattere ulteriormente diffusivo del contagio».

Le reazioni, de Magistris: «Grave il rinvio in autunno»

Luigi de Magistris

«Esprimo forti perplessità sul rinvio all’autunno» delle elezioni regionali in Calabria. Così Luigi de Magistris, candidato alla presidenza sostenuto da numerose liste civiche commenta, con un video su Facebook il rinvio delle elezioni deciso dal Consiglio dei ministri. «Condivido il rinvio dall’11 aprile. I dati pandemici, la terza ondata, lasciano prefigurare il rischio forte di una campagna elettorale, ma non comprendo sinceramente perché non rinviarle alla seconda metà di giugno quando anche l’esperienza dell’anno scorso dimostra che la pandemia subisce un crollo, poi ci sono le restrizioni che allenteranno il contagio, il piano vaccinale che si presume a giugno sia entrato nel vivo e poi il decreto legge consente, nei 60 giorni prima della conversione, di verificare l’andamento pandemico. È molto grave il rinvio all’autunno perché si lascia una regione strategica per il nostro Mezzogiorno, del nostro Paese senza un presidente eletto dal popolo, con un vice presidente nominato che non ha la legittimazione per governare. E per sei mesi accadrà questo. Quindi grande vigilanza popolare democratica e anche noi lo faremo perché non si utilizzino questi mesi per fare cose che un vice presidente non eletto non è in condizione di poter fare. Sarà un tempo che si perde per il recovery, per affrontare il dramma sanitario, la pandemia sociale, la pandemia economica e quella del lavoro. Forse hanno dovuto rinviare in autunno altrimenti non avrebbero potuto giustificare il rinvio delle amministrative da giugno a settembre. È un discorso un po’ diverso perché per i sindaci c’è la proroga, sono sindaci già eletti dal popolo. Per le regionali davvero non si comprende il rinvio da aprile fino a settembre. Ho l’impressione – conclude de Magistris – che ci sia la pandemia sanitaria ma ci siano anche delle manine politiche di chi ha paura delle elezioni. In Calabria il vento del cambiamento, la ribellione di un Sud civico che si vuole riappropriare della buona politica porterà comunque alla vittoria. Non è che se rimandate potrete recuperare, avete già perso. La vittoria è vicina».

Irto: «Moltiplicheremo gli sforzi»

Nicola Irto
Nicola Irto

Nicola Irto, candidato del Pd alla guida della Regione, commenta: «Prendo atto del rinvio delle elezioni regionali al prossimo autunno. Le decisioni del governo, dettate dall’emergenza Covid, vanno rispettate. Ma questa non è una buona notizia per la Calabria che ha bisogno di votare al più presto per restituire ai cittadini una giunta regionale legittimata democraticamente. Moltiplicheremo l’impegno e gli sforzi nei prossimi mesi sul piano politico e istituzionale – aggiunge Irto – perché i cittadini calabresi hanno bisogno di punti di riferimento veri in un momento decisivo per il futuro, nel quale bisognerà vigilare sull’operato di chi sta mal governando la regione e occorrerà soprattutto elaborare, come già stiamo facendo, proposte concrete sui temi della sanità, del Recovery plan, delle aspettative degli enti locali, della crisi delle imprese, delle difficoltà delle famiglie e dei giovani, delle persone fragili, per quel “diritto al futuro” che la nostra Calabria non può più attendere oltre. La pandemia, la crisi economica e sociale che vivono anche i calabresi, richiedono scelte politiche forti e condivise con i territori e le comunità, gli enti, le organizzazioni. Nel frattempo – prosegue l’esponente del Partito democratico – aumentano i danni prodotti dall’attuale esecutivo regionale. Questa giunta non riesce ad affrontare la straordinaria emergenza sociale ed economica della Calabria ed è impegnata solo a fare campagna elettorale».

Tansi: «Hanno paura del popolo arancione»

Carlo Tansi

Nel silenzio del centrodestra, ad esprimersi dal fronte civico a sostegno di de Magistris è l’alleato Carlo Tansi. «Sono due volte ormai che la coalizione arancione di Tesoro Calabria – commenta – subisce, suo malgrado, il rinvio del voto. Dapprima dal 14 febbraio all’11 aprile e adesso addirittura all’autunno prossimo, forse persino a metà ottobre. Quasi alla fine di questo 2021 appena iniziato, dunque. Una decisione che mortifica il diritto costituzionale dei calabresi di eleggere i propri rappresentanti alla guida dell’ente regionale. Una prerogativa sacrosanta – prosegue – che viene preventivamente negata malgrado non ci siano evidenze scientifiche sull’impossibilità, o comunque sull’altissimo rischio, di recarsi alle urne per l’emergenza Covid che c’è ed è prioritaria, sia chiaro, ma ribadisco senza certezze tali da impedire lo svolgersi delle elezioni anche considerato come si sia votato e si voterà a breve in molte parti d’Europa e del mondo. E invece qui da noi si permette quella che non ho esitato a chiamare una lesione della democrazia, lasciando di fatto al suo posto un presidente facente funzioni e una Giunta provvisoria, per così definirla, in carica per un anno. Un fatto gravissimo, ma che farà comodo ai tanti beneficiari di incarichi e prebende varie grazie ai loro legami con i notabili locali. Il Governo Draghi, dunque, al cui interno ci sono tutti o quasi ha quindi dato ossigeno ai partiti e alle forze “tradizionali” che qui da noi, peraltro al pari di tante grandi e importanti città italiane, sono in evidente difficoltà. Guai che in ambito calabrese hanno tutti i maggiori schieramenti, dilaniati al loro interno al punto da non riuscire a trovare un aspirante governatore. Un modo per farli riorganizzare, magari appunto come avverrà da noi dove qualche autorevole sondaggio iniziava finalmente, e a sorpresa per i parrucconi del potere regionale, a indicare lo straordinario popolo arancione, con in testa Luigi de Magistris e me insieme, in vantaggio rispetto ai competitor di centrodestra e centrosinistra. Un dato che, l’ho premesso, deve aver spaventato, anzi – conclude Tansi – forse persino atterrito parecchi vecchi arnesi della politica che sanno bene come noi daremo un colpo di spugna a tutto il malaffare da cui è stata caratterizzata una certa maniera di gestire la cosa pubblica a tutti i livelli. Mi spiace soltanto per i sacrifici non tanto nostri, ossia dei candidati, ma di attivisti e simpatizzanti i quali per addirittura due volte hanno fatto un lavoraccio per raccogliere quasi 21mila firme indispensabili ai fini della presentazione delle liste. Un impegno, però, solo apparentemente vano, perché il nostro progetto non si ferma anzi viene incentivato e sia io che Luigi già da lunedì saremo di nuovo in giro per conoscere, dovendo poi far di tutto per risolverle dai “piani alti” della Cittadella, le criticità della terra che amiamo».

Articoli correlati

top