domenica,Aprile 18 2021

Piano di sviluppo Vibo2023, il M5s attacca: «Elenco dei regali di Pasqua»

Per i consiglieri Santoro e Pisani i progetti della Giunta per accedere al Recovery fund sono «un elenco di opere edili che non modificheranno la qualità della vita dei vibonesi»

Piano di sviluppo Vibo2023, il M5s attacca: «Elenco dei regali di Pasqua»

«L’elenco dei “Regali di Pasqua”, questo sembra essere il Recovery fund della Giunta di Vibo Valentia, richiesto al governo nazionale. Come si evince dal progetto nazionale, occorreva chiedere il 37 per cento per la realizzazione di progetti verdi e il 20 per cento per la transizionedigitale, la Giunta ha invece partorito un elenco di progetti “usuali” di opere edili che, pur finanziati, non andranno a modificare la qualità della vita dei vibonesi».

Il consigliere Silvio Pisani, Movimento 5 Stelle

È quanto dichiarano in una nota i consiglieri comunali del Movimento cinque stelle a Vibo Valentia, DomenicoSantoro e SilvioPisani. «Tra i progetti proposti – spiegano -, come prima richiesta troviamo il rifacimento dell’intera rete idrica, per 70 milioni, ciò significa che loro la considerano decotta, ma che, in realtà, è solo afflitta da ruberie quotidiane che gli amministratori non vogliono colpire, dato che non hanno nemmeno un DataBase degli allacci elettrici degli appartamenti, come ad esempio avviene per il canone Rai. E poi vi è il progetto del Cementificio ad energie rinnovabili, ovvero ancora la previsione di una fabbrica dell’energia sita in centro urbano, mentre il Superbonus ha dimostrato che le rinnovabili sono molto più utili se individuali. Così come puntare ancora sulla rigenerazione delle aree industriali è un’operazione di retroguardia, poiché è ormai acclarato che la produzione dei beni deve stare accanto alla residenza e non in aree dedicate, se non per le imprese nocive».

Scorrendo l’elenco, aggiungono, «ci si può chiedere, cosa significa inserire anche il nuovo ospedale? Forse che la Giunta regionale ha già stornato i soldi dell’ospedale di Vibo per altre opere? Ed infine vi è la citazione della “Rigenerazione amministrativa” con la digitalizzazione totale del Comune. Sembra però che non sappiano cosa sia la “digitalizzazione”, tanto che inseriscono in questo settore persino la costruzione della casa delle associazioni. Tutti i grandi Comuni realizzano oggi la loro governance con progetti digitali veri, come quello del Gis (Geographic system information), che potrebbe innovare realmente la gestione amministrativa. Questo Gis peraltro, il Comune già lo possiede poiché installato sui loro computer. Non sanno o fanno finta di disconoscerlo per incapacità tecnica di utilizzo». Ci sono poi i “Patti territoriali”. «Se il Comune redige l’elenco di “Pasqua” c’è chi invece sogna di sperperare altri soldi con i “Patti territoriali”. Non sono bastate tutte le passate problematiche inerenti questo settore, oggi leggiamo sui nuovi intendimenti politici di realizzare, non organizzazioni industriali innovative, che sarebbero utili, ma ancora opere pubbliche. Si ricordano le stravaganti opere pubbliche sui moli di Vibo Marina, per fortuna mai realizzate. La città di Vibo Valentia non ha bisogno di menti esterne (patto territoriale e/o consorzi industriali o bonifica) per progettare il suo sviluppo, poiché questi enti hanno portato sempre allo squilibrio territoriale, con opere e scelte urbane fuori dal convenuto urbanistico determinato dai Prg/Psc. Nonostante il grosso deficit politico dell’Amministrazione comunale di Vibo Valentia, questa rimane l’unica politicamente riconosciuta, perché votata, a poter decidere del futuro dei vibonesi».

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