Politiche 2018 | Censore chiude la campagna elettorale nella sua Serra San Bruno

Il deputato uscente del Pd sceglie Palazzo Chimirri per caricare i suoi sostenitori senza lesinare affondi all’indirizzo dei suoi diretti avversari

Il deputato uscente del Pd sceglie Palazzo Chimirri per caricare i suoi sostenitori senza lesinare affondi all’indirizzo dei suoi diretti avversari

L'iniziativa elettorale di Censore a Serra San Bruno
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Chiusura di campagna elettorale nella sua Serra San Bruno per il deputato uscente del Partito democratico Bruno Censore che ha scelto Palazzo Chimirri per caricare lo zoccolo duro dei suoi sostenitori, giunti in gran numero per l’ultimo appuntamento prima del silenzio elettorale propedeutico al voto di domenica 4 marzo.  

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Nel suo intervento, l’esponente democratico ha riconosciuto le difficoltà di una campagna elettorale in salita, «segnata da una certa avversità verso il governo in carica», rivendicando per converso la capacità «di lottare con determinazione, sporcarsi le mani, affrontare in prima persona i problemi del territorio che ho rappresentato sempre con spirito di sacrificio e umiltà, da “parlamentare operaio” quale sono».

Quindi, ancora, ha rimarcato «il lavoro a salvaguardia dei presidi del territorio: dalla Scuola di polizia alla Prefettura di Vibo, alle risorse per la viabilità provinciale e alla difesa dei presidi sanitari». Il tutto senza lesinare stoccate ai diretti avversari Wanda Ferro e Dalila Nesci che a più riprese l’hanno accusato di pratiche clientelari. «Respingo le parole di chi mi ha incolpato di voto di scambio – ha detto – io sono sempre stato dalla parte della legalità».

Infine l’incoraggiamento finale al voto rivolto ai suoi elettori: «Non si può fermare il vento con le mani».