venerdì,Settembre 24 2021

«Con la Lega in Calabria no», anche Maria Salvia tra gli 11 coordinatori Iv che mollano Renzi

Diffuso un documento che annuncia la fuoriuscita dal partito dell’ex premier. Sotto accusa decisioni imposte dall’alto e la mancata consultazione dei quadri dirigenti. I nomi

«Con la Lega in Calabria no», anche Maria Salvia tra gli 11 coordinatori Iv che mollano Renzi

A dare l’addio a Italia Viva c’è anche Maria Salvia, ex assessore della Provincia e da stasera anche ex coordinatrice provinciale di Vibo Valentia del partito di Matteo Renzi.
Con una nota congiunta 11 esponenti calabresi di Iv dichiarano la propria uscita dal partito.

I nomi

Nomi importanti nel panorama regionale, tutti coordinatori nei comuni di appartenenza e membri degli organismi nazionali: Stefania Covello, dirigente nazionale; Bianca Rende, comitato nazionale e consigliere comunale di Cosenza; Salvatore Giorno, coordinatore città di Cosenza; Lidia Chiriatti, coordinatrice provinciale Reggio Calabria; Maria Salvia, coordinatrice provinciale Vibo Valentia; Caterina Sirianni, coordinatrice provinciale Catanzaro; Silvio Ranieri, assemblea nazionale e consigliere delegato Comune di Montalto Uffugo; Antonio Gentile, assemblea nazionale; Annalisa Fiorenza, assemblea nazionale; Rossella Argento, assemblea nazionale; Pasqualino Maio, vice sindaco Torano Castello.

Il documento

«I fatti degli ultimi giorni confermano i dubbi e le perplessità sul ruolo che Italia Viva avrà in Calabria nel prossimo futuro. Gli ammiccamenti, ormai, sostanziano una scelta politica che non possiamo condividere. L’apprezzamento al Presidente f.f. Spirlì in tema di sanità e la notizia della costituzione “dell’intergruppo sul ponte sullo Stretto” tra alcuni Parlamentari di Italia Viva, Lega e Forza Italia, è la conferma di come nel partito esistano mali antichi, come il totale scollamento tra la dimensione verticistica, del “partito degli eletti” che compie le sue scelte in autonomia rispetto agli organismi e un corpo intermedio, di iscritti e dirigenti che valgono a legittimare l’esistenza del primo, ma che intuiscono solo dalla stampa gli orientamenti in merito ai temi e alle alleanze. Né l’assemblea nazionale appena conclusasi ha fugato le nostre perplessità, segnando la mancata opportuna considerazione della “questione Calabria” – regione in cui si vota a brevissimo e quasi mai menzionata negli interventi dei rappresentanti nazionali – e la palese contraddizione, sul punto delle alleanze, tra le frontiere invalicabili indicate dal leader del partito ed i suoi autoreferenziali colonnelli locali».
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