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Oggi si chiude un ciclo, un’appassionate parentesi professionale. Lascio il testimone a colleghi il cui curriculum rappresenta già di per sé una garanzia di affidabilità e successo, per intraprendere un’altra entusiasmante sfida. L’editoriale del direttore Stefano Mandarano

Stefano Mandarano e Pietro Melia
L'editoriale

Si chiude un ciclo, un’entusiasmante parentesi professionale. Se ne apre un altro, le cui prospettive si presentano ugualmente appassionanti. Dall’ottobre del 2015 ho assunto la direzione di questa testata. Un giornale, ilvibonese.it, che faceva il suo esordio nel mondo dell’informazione online con la voglia e l’ambizione di raccontare le mille sfaccettature di un territorio difficile e al tempo stesso prodigo di storie, di aspettative inespresse, di vicende umane da raccontare. 

Non un’idea nata dal nulla, bensì un progetto dalle solide fondamenta. Un progetto che si proponeva (e si propone ancora) obiettivi concreti. Obiettivi che oggi, a distanza di quasi due anni da quell’esordio, possono (per il periodo di riferimento) dirsi più che raggiunti. Consensi crescenti di pubblico e lettori. Numeri importanti a testimoniare la crescita della testata nel panorama informativo provinciale e non solo. Una credibilità e un’autorevolezza conquistate sul campo, giorno dopo giorno, nei rispetto dei fatti e dei lettori, e grazie allo spirito di abnegazione e al lavoro di vari colleghi: persone splendide e validissimi professionisti. 

Risultati sanciti non da noi ma dai parametri tecnici di riferimento che, solo per restare al primo semestre del 2017, hanno visto Il Vibonese attrarre a sé oltre 5,2 milioni di visualizzazioni di pagina, oltre 3 milioni di sessioni e 800mila utenti unici. Numeri che, per un sito dal carattere iperlocale, a detta di molti analisti, rappresentano un dato estremamente significativo, tanto da additare la nostra testata a modello di riferimento sul piano dei contenuti e del linguaggio. Si tratta, è bene ribadirlo, di traguardi che ci ripagano dei grandi sforzi compiuti e del tanto lavoro investito per il raggiungimento degli stessi. Frutto di una costante attenzione alle tematiche dell’attualità della provincia di Vibo Valentia, ma anche di uno stile informativo chiaro, diretto e senza fronzoli, che ci ha fatto guadagnare attestazioni di stima e considerazione da parte di numerosissimi lettori. Ci ripagano ma non ci appagano.   

Ora, come detto, si apre un nuovo corso. Lascio un incarico gravoso per assumerne uno altrettanto impegnativo in un passaggio che rappresenta la naturale evoluzione all’interno di un network che tende ad esaltare il merito. Lascio il testimone a colleghi la cui professionalità ed esperienza rappresentano già di per sé una garanzia di affidabilità e successo. Al nuovo direttore Pietro Melia, che, negli anni in cui io mi approcciavo a questo difficile e bellissimo mestiere, rappresentava già un faro nel mare dell’informazione ed un modello al quale aspirare, va il mio più affettuoso “benvenuto” nonché tutta la gratitudine per avermi voluto al suo fianco con pari dignità nella direzione del telegiornale di LaC News24. Questa - unita alla condirezione di lacnews24.it -, sarà per me un’irrinunciabile occasione di crescita professionale, nonché un’opportunità unica sul piano umano che intendo cogliere in pieno. Per questo, e per mille altri motivi, non posso esimermi dal manifestare riconoscenza all’azienda editoriale e al presidente Domenico Maduli (col quale il dialogo è stato costante e proficuo) che hanno scommesso sulla mia professionalità, volendomi da tempo in ruoli direzionali all’interno di un gruppo editoriale - Pubbliemme-LaC - in crescita che si avvia ad affermarsi come il principale polo informativo della Regione. 

Nel mio nuovo ruolo porterò quel bagaglio d’esperienza accumulato in 11 anni di lavoro sul campo, dalle prime corrispondenze locali per il Quotidiano della Calabria alle collaborazioni con testate più importanti, fino ai recenti incarichi direttivi per Il Vibonese e LaC News24. Lo farò mettendo ancora una volta a servizio dell’azienda e dei lettori il mio profilo di giornalista, non infallibile né tantomeno perfetto ma che si ritiene intellettualmente libero, scrupoloso nel racconto delle notizie, allergico ai condizionamenti di ogni sorta. Al solo servizio dei lettori e dei telespettatori e di un giornalismo sempre “Dalla parte dei fatti”.

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