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Il 10 aprile ricorre l’anniversario del più grave incidente della marineria mercantile italiana nel quale persero la vita anche undici calabresi, sei dei quali del Vibonese

Storia e memoria

 

Il 10 aprile per la Calabria tutta rappresenta una data molto triste. Ventisette anni fa, infatti, alle 22,03, la nave traghetto “Moby Prince”, l’ammiraglia della flotta “Navarma Lines”, era partita da Livorno diretta ad Olbia, in Sardegna. A bordo c’erano 75 membri dell’equipaggio e 66 passeggeri. Alle 22,25 avvenne la collisione con la petroliera "Agip Abruzzo" della Snam che si trovava alla fonda fuori dal porto. La prua della “Moby Prince” squarcia la lamiera di una delle cisterne della petroliera, il greggio che contiene fuoriesce e si riversa sul traghetto. Lo sfregamento delle lamiere provocano scintille che innescano il greggio e si scatena l’incendio. Nel rogo persero la vita 140 persone, uno solo riuscì a salvarsi. Le 30 persone che componevano l’equipaggio della petroliera della Snam riuscirono a salvarsi tutti. Non fu così per chi era a bordo della Moby Prince e quella notte è entrata nella storia della marineria mercantile italiana come il più grave incidente mai avvenuto.

Undici sono i morti che piange la Calabria: Rocco Averta (36 anni), Antonio Avolio (45), Francesco Esposito (43) e Giulio Timpano (21) di Pizzo Calabro; Nicodemo Baffa (52) di Santa Sofia d’Epiro; Luciano Barbaro (24) di Locri; Francesco Crupi (34) e Antonio Rodi (41) di Siderno; Francesco Tumeo (58) e Francesco Mazzitelli (56) di Parghelia; Carlo Vigliani (31) di Taurianova.
Per le loro famiglie e per l’intera comunità calabrese, un dolore che si rinnova perennemente.