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Per la comunità napitina il prestigioso istituto rappresenta molto di più di una semplice scuola, ma un luogo dove intere generazioni si sono date il cambio

Storia e memoria

L’Istituto Tecnico Nautico di Pizzo inizia la sua attività il 16 ottobre 1959, dapprima stabilendosi in cinque locali presi in affitto presso Villa Musolino, sulla via Nazionale. Nel 1963 si trasferisce nell’edificio di via Marcello Salamone, inizialmente destinato a scuola elementare, e dal novembre 1976 la sede è quella di via Prangi 

Il Nautico, a Pizzo, non è solo l’Istituto Tecnico che dal 1959 ha forgiato i Comandanti e i Direttori di macchina che hanno navigato e ancora oggi navigano e lavorano sulle navi di tutto il mondo. È stato qualcosa che è andato oltre l’istituto superiore che ha dato a molti la possibilità di conseguire un diploma, essendo anche stato per lungo tempo il solo istituto superiore che Pizzo ha potuto vantare.

L'orgoglio dei padri

Giacché Pizzo è sempre stata protesa sul mare, già al suo nascere, per quanti sul mare si trovavano a spendere la propria vita lavorando a bordo di navi battenti bandiera di ogni nazionalità come “bassa forza”, esso ha rappresentato motivo di rivincita: i propri figli sarebbero stati ufficiali, avrebbero accresciuto il proprio status salendo un importante gradino della scala sociale. Quei padri che, stando al timone di un’imbarcazione, eseguivano gli ordini impartiti dall’ufficiale di guardia in plancia, nel silenzio della notte, quando la malinconia stringe i cuori e il dire diviene confidenziale, con orgoglio raccontavano che il proprio figlio frequentava “il Nautico”: il figlio di un marinaio, di un carbonaio, di un tanchista, di un cameriere di bordo sarebbe stato un giovane ufficiale, con la prospettiva, un giorno, di trovarsi al comando di una unità navale. E molti sono stati negli anni gli allievi licenziati dal nostro Istituto che si sono distinti per aver ricoperto incarichi di alta responsabilità e professionalità a bordo di navi di diverso genere: dalle super petroliere di oltre 500 mila tonnellate di stazza, alle navi ultra lusso da crociera create per solcare le acque dei mari più esotici e cariche di attrattive dell’intero globo terrestre. Ed a riprova della sua validità e dell’alto contributo che il Nautico ha fornito per lo sviluppo non solo della nostra cittadina, ma dell’intera regione, sono i diversi studenti che ha accolto, e che continua a fare, provenienti da ogni parte della Calabria.
Ma la storia del Nautico pizzitano è fatta anche da altri fattori determinati dalla territorialità in cui si è trovato ad esercitare la sua funzione educativa e perciò dalla totalità dei ragazzi che l’hanno frequentato: che abbiano trovato sbocco nel campo marittimo o che si siano realizzati in altri ambiti.

Sacrifici per i figli

I giovani che si iscrivevano al Nautico erano i figli di quella Pizzo che nel dopoguerra, con enormi sacrifici, aveva saputo sollevarsi, e spesso nella famiglia la prima generazione che aveva potuto studiare. Diversamente, chi frequentava altri istituti nella vicina Vibo, il più delle volte, seguiva le orme dei genitori, perciò avvezza alle carriere scolastiche. Il Nautico apparteneva a questa Pizzo e questa gente lo sentiva suo, lo amava e ci si identificava perché le aveva dato la possibilità di assurgere a una nuova dignità. Molti diplomati del Nautico non hanno intrapreso la carriera marittima, altri vi hanno solo fatto capolino a bordo delle navi mercantili ma, come si dice, la vita di bordo non è per tutti. 
Altri, ancora, lo frequentavano perché era divenuto quasi una consuetudine farlo, oppure per emulazione del fratello più grande o del cugino che già lo aveva fatto. Non sono rari i casi dei diplomati che hanno continuato gli studi universitari prendendo indirizzi quali medicina, lettere od altro che nulla hanno a che vedere con le materie tecniche che esso comporta: altri istituti sarebbero stati sicuramente più confacenti. 

Per le ragazze unica chance 

Un capitolo a parte rappresentano le innumerevoli ragazze pizzitane che, nella stragrande maggioranza, lo hanno frequentato solamente per un fatto di comodità – a volte anche per alleggerire la spesa dell’abbonamento dell’autobus che recarsi a Vibo comportava – ovvero perchè il costume dell’epoca, o per meglio dire la mentalità retrograda di molti genitori, non permetteva loro di spostarsi fuori paese e perciò per queste, rappresentando il solo mezzo per poter conseguire un diploma di scuola superiore, ha assunto un’importanza ancora maggiore.

Oggi le cose sono cambiate e anche la scelta degli studi, se vogliamo, è maggiormente ponderata, di conseguenza chi si iscrive e frequenta il Nautico, poiché l’indirizzo scolastico presenta aspetti sicuramente fuori dall’ordinario, lo fa con motivazioni diverse rispetto al passato e, certamente, con maggiore cognizione di causa.

Probabilmente tra la popolazione locale avrà perso un po’ di quella familiarità che ha goduto in passato, non fosse altro, per la ragione di essersi spostato fuori dal centro abitato, comunque, l’appartenenza al caro vecchio Nautico è sempre tanto sentita.