“2009 Odissea in Calabria”, Natalizio celebra la sua terra per i lettori canadesi

Un volume in cui sono riproposte in lingua inglese, la storia, le tradizioni e le peculiarità di un’intera regione. L’autore di origini cosentine mette in pagina il forte legame con le sue radici  

Un volume in cui sono riproposte in lingua inglese, la storia, le tradizioni e le peculiarità di un’intera regione. L’autore di origini cosentine mette in pagina il forte legame con le sue radici  

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Lo scrittore Antonio Natalizio

TORONTO – Un viaggio in Calabria che racconta tutte le bellezze di una regione vista con gli occhi di un suo figlio che, per motivi di lavoro, ha dovuto emigrare nel lontano Canada. Antonio Natalizio, originario di Rende nel Cosentino, ha voluto regalare ai lettori canadesi un libro che già nel suo titolo racchiude qualcosa di fantastico “2009, a Calabrian Odissey” tradotto in italiano “2009, Odissea in Calabria”. 

Sono 292 le pagine che sono servite ad Antonio Natalizio per completare il suo viaggio, descritto in lingua inglese, ma non mancano alcune parole che arrivano direttamente dal dialetto. All’interno si parla di storia, cultura e anche di prodotti tipici come il vino e il bergamotto. Ad illustrare il libro è stato lo stesso Natalizio, il quale ha ripercorso la sua vita iniziando dall’emigrazione in Canada all’età di 12 anni. 

«La mia famiglia – si legge – si trasferì in Canada alla fine degli anni cinquanta. Io avevo solo 11 anni e non sapevo una parola di inglese. Nove anni fa mi sono ritirato del lavoro, dopo una lunga carriera in ingegneria e questo è stato il momento in cui ho iniziato a viaggiare e scrivere». 

Natalizio ha un forte ricordo di quella terra che ama più di ogni cosa: «E’ stato difficile lasciare la Calabria e soprattutto vivere in una città come Toronto anche perché mai avevamo lasciato il paese nativo. Tuttavia, non ho mai dimenticato quel poco che conoscevo, e la voglia di tornare è stata sempre forte e cresceva con il passare degli anni». 

In Calabria, Natalizio è ritornato altre volte soprattutto quando si è ritirato dal mondo del lavoro. «Ho viaggiato in tutta la regione, conoscendo la sua gente, la sua geografia, la sua storia e la sua cultura. Questi viaggi, che hanno avuto luogo nel corso degli anni, sono stati la genesi del libro. Molte persone, tra cui i miei parenti, mi hanno chiesto perché ho scritto il libro in inglese e non in italiano. Il motivo è semplice. Ho scritto il libro per i miei figli e i figli dei miei fratelli che non conoscono la nostra lingua perché nati all’estero, in modo che abbiano un apprezzamento del loro patrimonio calabrese. L’ho scritto per i nipoti di mio papà, la persona che mi ha ispirato nella vita e che ho voluto onorare in memoria». 

Nelle immagini di copertina, Antonio Natalizio ha scelto due simboli della cultura calabrese, Capo Colonna e il Santuario della Madonna dell’isola di Tropea. «Li ho scelti perché rappresentano il picco della cultura calabrese, la Magna Grecia e il periodo d’oro degli Enotri e Bretti da cui siamo discesi. Di Tropea mi sono innamorato a prima vista, con la sua spiaggia incantevole». 

Infine il sogno di Antonio Natalizio è di tornare presto in Calabria: «Mi manca molto la buona cucina calabrese, i sapori e i vini, spero di potere tornare fra la mia gente nel prossimo autunno».