La venerazione della Madonna del Carmelo di Filogaso a Toronto

La comunità originaria del piccolo centro vibonese si è ritrovata anche quest’anno ai piedi della Vergine

La comunità originaria del piccolo centro vibonese si è ritrovata anche quest’anno ai piedi della Vergine

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La festa della comunità di Filogaso a Toronto (foto Aprea)

L’emigrazione e le tradizioni popolari hanno da sempre viaggiato insieme, come nel caso della comunità di Filogaso, centro della provincia di Vibo Valentia, da decenni impiantata a Toronto.

Il forte esodo dal centro vibonese verso la città di Toronto ha fatto sì che anche la pietà popolare approdasse in Nord America compresa la festa in onore della Madonna del Carmelo che a Filogaso si svolge la terza domenica di luglio.

Tradizione rispettata anche a Toronto dove ogni anno, la comunità filogasese si riunisce per rendere omaggio la sua Vergine. L’idea di portare la statua della Madonna venerata in Calabria, anche per i filogasesi è nata con le difficoltà di comunicazione all’interno della comunità. Questo per cercare di riunire tutti qugli emigrati che si erano trasferiti oltreoceano e che di mese in mese aumentavano come numero.
La splendida idea é arrivata da un piccolo gruppo di persone che con molta semplicità e senza alcuno scopo di lucro, nel 1977 sono riusciti a mettere sù un comitato sotto l’auspicio di Maria Santissimo del Monte Carmelo per riunire tutti sotto la stessa insegna.

La Madonna, infatti è il perno devozionale del paese, oltre a essere la maggiore festa del paese. Anche in Canada, il comitato organizzatore guidato dal presidente Giuseppe Simonetta ha riprodotto per il trentanovesimo anno la tradizione con la Santa Messa accompagnata da un coro giovanile e la processione, seguita dal classico barbecue.

Nel corso del picnic si è potuto degustare le specialità della cucina filogasese. Nel pomeriggio spazio ai giochi popolari per bambini e ragazzi. Questo, merito anche del presidente Giuseppe Simonetta, molto tenace visto che guida il sodalizio da più di 24 anni.

Prima di lui si erano succeduti Francesco Santaguida, il fondatore del club, e Antonio Selvaggio. Come tutti i paesi dalla Calabria, anche Filogaso ha sofferto l’emigrazione, ma ha permesso che le tradizioni non rimanessero chiuse all’interno del proprio territorio ma fossero apprezzate anche all’estero.