mercoledì,Maggio 19 2021

Acconto 730/2015, come chiedere la riduzione

LAVORATORI dipendenti e pensionati possono chiedere la riduzione dell'acconto 730/2015 con comunicazione scritta al sostituto d'imposta entro fine settembre.

Acconto 730/2015, come chiedere la riduzione

Dopo l’introduzione del modello 730 precompilato, parte ora la possibilità di inserire per l’anno prossimo delle modifiche inerenti la tassazione e gli importi dovuti al fisco, in relazione ai redditi prodotti per l’anno 2015, che andranno dichiarati con il modello 730/2016. Con il modello 730 gli acconti per i redditi 2015, relativi all’Irpef e/o alla cedolare secca, sono calcolati direttamente in base ai redditi dichiarati per l’annualità precedente e vengono trattenuti alla loro scadenza (in questo caso a novembre) dal sostituto d’imposta sulla busta paga o sul rateo della pensione. Sotto questo profilo, i lavoratori dipendenti e i pensionati possono richiedere entro mercoledì 30 settembre la riduzione degli acconti per i redditi 2015, relativi all’Irpef e/o alla cedolare secca. Pertanto, chi si rende conto di avere quest’anno redditi inferiori rispetto a quelli dichiarati per il 2014, oppure oneri deducibili o detraibili di ammontare rilevante, può chiedere in forma scritta al datore di lavoro e all’ente pensionistico di versare meno di quanto riportato nel prospetto di liquidazione. L’acconto dovuto può essere calcolato in proprio, ma è necessario fare attenzione a calcolare correttamente gli importi da pagare. Dunque, chi già sa che nel 2015 guadagnerà meno dell’anno scorso o, in generale, pagherà meno Irpef, farà bene a farsi due conti, e quindi, chi presume un reddito imponibile Irpef 2015 inferiore a quello del 2014 perché, ad esempio, ha interrotto quest’anno una collaborazione occasionale o a progetto oppure ha venduto una casa, un garage o una cantina o, ancora, non deve più dichiarare l’affitto di un immobile, può decidere di ridurre o non pagare l’acconto dovuto per novembre. Inoltre, può ridurre l’acconto anche chi nel 2015 ha sostenuto o prevede di sostenere importanti spese detraibili o deducibili: visite specialistiche, spese per badanti, versamenti in beneficenza alle Onlus, nuove coperture assicurative, interessi del mutuo prima casa, spese di ristrutturazione detraibili al 50% e così via. Anche la stipula di una polizza previdenziale potrebbe comportare una minore Irpef da versare per il 2015 e quindi dare origine ad un minore acconto dovuto. Si può anche simulare una vera e propria dichiarazione dei redditi per il 2015, come se l’anno fosse già terminato, tenendo conto di tutte le regole fiscali in vigore (aliquote, detrazioni per oneri di famiglia, ecc.) e di quelle in via di definizione con le recenti manovre estive, dei redditi e delle spese che si prevedono per l’anno in questione. Arrivati all’imposta dovuta bisogna calcolare su questo importo l’acconto complessivamente previsto e rideterminare la seconda rata dell’acconto Irpef. A questo punto, se «l’autoriduzione» è davvero conveniente, si deve comunicare la scelta al sostituto d’imposta, datore di lavoro o all’Inps. Il contribuente che intende intraprendere questa strada deve però fare attenzione a calcolare correttamente gli importi da pagare. Infatti, se al momento della liquidazione dell’imposta annuale dovuta per il 2015 (con la relativa dichiarazione dei redditi) gli acconti si dovessero rivelare inferiori a quelli effettivamente dovuti, scatterebbero le sanzioni per versamento insufficiente, pari al 30% della differenza tra il versato e il dovuto. In questo caso, prima che arrivi la comunicazione di irregolarità da parte dell’Agenzia delle entrate, sarà possibile rimediare ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso, la cui disciplina è stata ridisegnata dalla Legge di stabilità 2015. Nel prospetto di liquidazione gli importi del secondo o unico acconto dell’Irpef e della cedolare secca sono indicati, rispettivamente, nel rigo 95 e nel rigo 101 (rigo 115 e 121 per il coniuge dichiarante). Il Fisco calcola gli acconti in base ai redditi relativi all’annualità precedente (quindi, nel caso specifico, in base ai redditi 2014, dichiarati nel 730/2015). Se il contribuente ritiene però che nel 2015 guadagnerà meno, oppure avrà oneri deducibili o detraibili maggiori, può chiedere un versamento inferiore a titolo di acconto 2015, rivolgendosi direttamente al proprio sostituto d’imposta. Ribadiamo che ciò va fatto entro mercoledì 30 settembre.

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