“All’ombra dell’ultimo sole”, la lunga estate vibonese di Fabrizio De André

A sedici anni dalla sua morte, è ancora vivo il ricordo del De André musicista, anarchico, poeta, considerato uno dei più grandi e profondi cantautori italiani. Ma quello che a noi piace ricordare è la sua lunga permanenza a Vibo Marina durante i mesi estivi di trenta anni fa

A sedici anni dalla sua morte, è ancora vivo il ricordo del De André musicista, anarchico, poeta, considerato uno dei più grandi e profondi cantautori italiani. Ma quello che a noi piace ricordare è la sua lunga permanenza a Vibo Marina durante i mesi estivi di trenta anni fa

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Fabrizio De Andrè al timone della sua barca in una foto del 1986

Nel 1986 Fabrizio salpa con la sua barca, la “Jamin-a”, per un viaggio nel Mediterraneo. Nel mese di agosto giunge nel porto di Vibo Marina, dove getta le ancore lontano da occhi indiscreti. Con il suo carattere schivo e riservato, preferiva restare in disparte, evitando interesse e curiosità. 

Ma quello della “Jamin-a” non fu semplicemente uno “scalo tecnico”, in quanto Fabrizio fece sosta nel porto vibonese per diversi mesi. La sua compagna, Dori Ghezzi, soggiornava al Lido degli Aranci di Bivona, da dove si spostava per le serate che aveva in programma nei diversi centri della costa per poi far ritorno al residence, dove si riuniva con Fabrizio in compagnia del cantante Umberto Napolitano, anch’egli ospite della stessa struttura, il quale recentemente ha lanciato un appello per la rinascita del mitico Lido, distrutto dall’alluvione del 2006. 

La barca rimase ancorata nel porto anche dopo l’estate. Lui rimaneva da solo con la sua chitarra e ci piace immaginare che dal nostro mare, dal nostro cielo e dalla nostra collina abbia potuto trovare ispirazione per comporre qualcuna delle sue indimenticabili canzoni. 

Vogliamo ricordare quell’incontro con una sua famosa frase: “Meglio essersi lasciati che non essersi mai incontrati”.

“Jamin-a” cantata da De Andrè a Roccella Jonica (Rc) nel 1998: