Gli ordigni nel mare di Briatico, ultimi residui della tragica estate del ‘43

A distanza di 77 anni qualcuno di essi riaffiora, riportando alla memoria, con la sua sinistra presenza, i pesanti bombardamenti cui venne sottoposta tutta la costa vibonese nell’agosto di quell’anno
A distanza di 77 anni qualcuno di essi riaffiora, riportando alla memoria, con la sua sinistra presenza, i pesanti bombardamenti cui venne sottoposta tutta la costa vibonese nell’agosto di quell’anno
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Il 17 agosto era stata completata l’invasione alleata della Sicilia, con i tedeschi che erano riusciti ad evacuare dall’isola la maggior parte dei propri uomini e armamenti, inseguiti dall’VIII Armata del generale Montgomery. Furono traghettati dall’isola 6.900 veicoli e 35.000 uomini. La guerra si trasferiva in Calabria ma, prima di quel 3 settembre, le popolazioni di molte località del Vibonese avevano dovuto conoscere morte e distruzione.

Il 12 aprile, con l’intento di interrompere i rifornimenti che dal porto erano diretti verso la Sicilia, aerei anglo-americani avevano bombardato Vibo Marina causando la morte di 10 civili, quasi tutti bambini di un asilo. Il 10 luglio un inferno di fuoco si abbatteva sull’aeroporto di Vibo, distruggendolo e provocando la morte di oltre cento militari. Il 2 agosto, alle 3.25, un numero imprecisato di aerei sganciava il suo carico di bombe dirompenti lungo la costa da Briatico a Bagnara. Il 13 e 14 agosto, aerei B-25 attaccavano e affondavano un naviglio lungo la costa vibonese. Il 17/18 agosto, durante la notte, 48 aerei Wellington (uno dei quali fu abbattuto) bombardarono la costa da Briatico a Capo Suvero e furono anche lanciati volantini di propaganda per la popolazione; dopo il raid, l’abitato di Vibo Marina era in preda agli incendi.

Altro obiettivo preso di mira da 36 aerei Mitchells, scortati da caccia, fu il ponte dell’Angitola, sul quale 38 velivoli Wellington tornarono nella notte tra il 18 e il 19 agosto. Le bombe resero inutilizzabile il ponte, con l’obiettivo di ostacolare la ritirata delle colonne corazzate tedesche, la 26^ e la 29^ Panzer Division, che correvano verso Salerno in previsione di un grande sbarco alleato, che fu effettuato il 9 settembre.

Il rinvenimento dei due ordigni a Briatico

Le vittime fra la popolazione civile furono ingenti. Alcune di queste missioni ottennero un risultato militare trascurabile, ma servirono, secondo i piani alleati, a conseguire un effetto terroristico sulla popolazione. Si può affermare che , con quelle azioni, gli alleati riuscirono a ottenere il desiderato effetto terrorizzante nel quale speravano i teorizzatori del bombardamento aereo. Alcune di quelle bombe, inesplose, giacciono ancora nei fondali o si trovano interrate nei campi. Ogni tanto riaffiorano, a ricordare il doloroso tributo di sangue pagato anche dai vibonesi in quella tragica estate del ’43 e per non far dimenticare gli orrori della guerra.