mercoledì,Ottobre 27 2021

Green pass esteso, il capo dello Stato ha firmato il decreto

Si estende l’obbligo del certificato verde nei luoghi di lavoro pubblici e privati. Verso la normalità anche per il mondo dello sport, dello spettacolo e della cultura. Sanzioni per i trasgressori

Green pass esteso, il capo dello Stato ha firmato il decreto

Green pass esteso e firma del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’apposito decreto arrivata in serata. Si apre così la strada ad una rapida pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e quindi all’estensione del certificato verde, premessa per un rapido ritorno alla normalità per il mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport.  Dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, la Certificazione verde Covid-19 (o green pass) sarà obbligatoria nei luoghi di lavoro pubblici e privati. 

La capienza di stadi, cinema, teatri e palazzetti potrebbe passare al 75-80% fra fine settembre e inizio ottobre. Dal 15 ottobre, l’obbligo del Green pass scatta per circa 23 milioni di lavoratori, mentre l’andamento dei contagi – specie nelle scuole – nelle prossime settimane sarà decisivo per rivedere alcune restrizioni come la capienza per gli spettacoli al chiuso. [Continua in basso]

Con il Green pass sperano di riaprire anche i gestori di discoteche e sale da ballo, chiuse ormai da un anno e mezzo, uno dei settori più colpiti dalla pandemia.
Sono tenuti a essere in possesso dei Certificati Verdi i lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche. L’obbligo riguarda inoltre il personale di Autorità indipendenti, Consob, Covip, Banca d’Italia, enti pubblici economici e organi di rilevanza costituzionale. Il vincolo vale anche per i titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice. Inoltre l’obbligo è esteso ai soggetti, anche esterni, che svolgono a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa (o formativa, come per esempio gli stagisti) presso le pubbliche amministrazioni.

Lavoro pubblico e privato

Saranno i datori di lavoro ad essere tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni. Entro il 15 ottobre dovranno definire le modalità per l’organizzazione delle verifiche. I controlli saranno effettuati preferibilmente all’accesso ai luoghi di lavoro e, nel caso, anche a campione. I datori di lavoro inoltre individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni.
Il decreto prevede che il personale che ha l’obbligo del Green Pass, se comunica di non averlo o ne risulti privo al momento dell’accesso al luogo di lavoro, è considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della Certificazione Verde; dopo cinque giorni di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e la retribuzione non è dovuta dal primo giorno di sospensione. Non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

Per coloro che sono colti senza la Certificazione sul luogo di lavoro è prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1.500 euro e restano ferme le conseguenze disciplinari. Per i datori di lavoro che non abbiano verificato il rispetto delle regole e che non abbiano predisposto le modalità di verifica è invece prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro. Per le aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di mancata presentazione del Green Pass, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata del contratto del sostituto e non oltre dieci giorni.

Tribunali

Il personale amministrativo e i magistrati sono tenuti, per l’accesso agli uffici giudiziari, al possesso e all’esibizione delle certificazioni verdi. Al fine di consentire il pieno svolgimento dei procedimenti, l’obbligo non si estende ai soggetti esterni all’amministrazione della Giustizia.

Revisione misure di distanziamento

Il Consiglio dei Ministri, in ragione dell’estensione dell’obbligo di Green Pass e dell’andamento della campagna vaccinale, ha deciso che entro il 30 settembre il Comitato tecnico-scientifico esprime un parere in merito alle condizioni di distanziamento, capienza e protezione nei luoghi nei quali si svolgono attività culturali, sportive, sociali e ricreative. La rivalutazione sarà propedeutica all’adozione dei successivi provvedimenti.

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