“Tempi biblici” per un esame cardiologico a Serra San Bruno, la difesa dell’Asp (VIDEO)

Il management aziendale chiarisce i contorni della vicenda che ha visto protagonista un 83enne: «Avrebbe potuto fare lo stesso esame a Soriano entro 20 giorni ma ha rifiutato». Il 2020? «Errore di digitazione»

Il management aziendale chiarisce i contorni della vicenda che ha visto protagonista un 83enne: «Avrebbe potuto fare lo stesso esame a Soriano entro 20 giorni ma ha rifiutato». Il 2020? «Errore di digitazione»

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La conferenza stampa nella sede dell'Asp di Vibo
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Ridimensiona di molto il caso, gettando acqua sul fuoco delle polemiche divampate nei giorni scorsi, il management dell’Asp di Vibo Valentia. Oggetto d’attenzione la denuncia di Giuseppe De Raffele, figlio dell’83enne di Serra San Bruno che si è visto prenotare un esame cardiologico nel nosocomio della città della Certosa per lunedì 4 maggio 2020. Un’ondata di sdegno, seguita da una reazione d’intensità uguale e contraria da parte del direttore generale dell’Asp Angela Caligiuri, del direttore sanitario Michelangelo Miceli, dal direttore del distretto Vincenzo Damiani e dal responsabile Cup Ernesto Torchia che hanno convocato un’apposita conferenza stampa per chiarire i contorni di un episodio che ha scalato gli “onori” della cronaca nazionale. 

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Per l’Asp alla base vi sarebbe il rifiuto dell’utente ad effettuare il medesimo esame a Soriano il 26 aprile e un mero errore di digitazione da parte dell’operatrice che ha stampato una prenotazione non contemplata dalle disposizioni aziendali che non prevedono la possibilità di prenotare prestazioni oltre i 180 giorni. «L’operatrice dello sportello – hanno chiarito i vertici aziendali -, dopo aver informato il signor De Raffele che l’attesa presso l’ospedale di Serra San Bruno risultava essere superiore ai 6 mesi, comunicava allo stesso che la suddetta prestazione poteva essere prenotata presso l’ambulatorio del Capt di Soriano i cui tempi di attesa risultavano essere di soli 20 giorni. Su insistenza del signor De Raffele, l’impiegata, contravvenendo ad una disposizione aziendale che vieta agli operatori degli sportelli Cup di effettuare le prenotazioni per le prestazioni che prevedono tempi di attesa superiore ai sei mesi, procede comunque ad effettuarla presso l’ospedale di Serra San Bruno».

Quindi «non si comprende – hanno aggiunto dall’Asp – perché De Raffaele, pur nella consapevolezza che i tempi di attesa sarebbero stati molto lunghi, ha optato per la prenotazione presso l’ospedale di Serra San Bruno, a meno di non ricondurre tale scelta al fatto che nella stessa giornata di venerdì e successivamente alla prenotazione rilasciata dall’operatrice, un parente dell’interessato si è recato presso lo stesso ospedale chiedendo allo specialista di anticipare l’esame ecocardiografico. Prestazione che è stata anticipata e realmente effettuata in data 10 aprile 2018». Quindi la constatazione sulla risonanza avuta dall’episodio e «il fondato dubbio del perché sia stato prodotto tanto clamore per un esame che, contrariamente a quanto affermato dal figlio Giuseppe, non presentava alcuna urgenza e che ribadiamo, in ogni caso si sarebbe potuto effettuare entro 20 giorni dalla prenotazione presso l’ambulatorio di Soriano che dista appena 15 minuti dalla Città di Serra San Bruno. Si evidenzia infine, che l’impegnativa prodotta dall’interessato allo sportello non riportava alcun criterio di priorità che, se disposto e ritenuto necessario dal medico di medicina generale, avrebbe consentito la prenotazione dell’esame in urgenza in un lasso di tempo compreso tra 72 h e 30 giorni».

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