domenica,Luglio 25 2021

Centro dialisi Vibo e Palmi, duro Antonio Lo Schiavo: «Negato il diritto alla cura»

Il candidato al consiglio regionale: «Preoccupante il quadro che emerge dalla denuncia dell’Associazione nazionale emodializzati della Calabria, costretta a rivolgersi al presidente Mattarella affinché intervenga per sbloccare l’impasse della Regione sulle problematiche»

Centro dialisi Vibo e Palmi, duro Antonio Lo Schiavo: «Negato il diritto alla cura»
macchinari e attrezzature sanitarie per consentire la dialisi ai pazienti
Antonio Lo Schiavo

«È davvero preoccupante il quadro che emerge dalla denuncia dell’Associazione nazionale emodializzati (Aned) della Calabria, costretta addirittura a rivolgersi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché intervenga per sbloccare l’inaccettabile impasse della Regione Calabria sulle problematiche che affliggono i centri di dialisi di Vibo Valentia e Palmi». Lo afferma Antonio Lo Schiavo, candidato al consiglio regionale per Liberamente progressisti per la Calabria.

«Centri che l’Aned stessa – aggiunge l’interessato – definisce “fatiscenti e fuori da ogni decenza e funzionalità”, i cui progetti di riqualificazione giacciono ormai da tempo nei cassetti di qualche funzionario regionale, dove restano bloccati, ufficialmente, per la mancanza di una banale autorizzazione. Ancora una volta, di conseguenza, il diritto alla cura e alla salute dei calabresi viene compromesso e in questo caso addirittura negato proprio a chi, per la sua particolare condizione, appare estremamente fragile ed è per questo più bisognoso di servizi che altrove rappresentano la normalità. Tutto ciò per l’inerzia di chi quei diritti elementari dovrebbe tutelarli. Emblematico, poi – puntualizza ancora Lo Schiavo – è il caso del bambino, figlio di genitori calabresi trapiantati al Nord, che non può fare visita ai nonni di Pizzo perché l’azienda sanitaria di Vibo non è in grado di gestire pazienti dializzati pediatrici, costringendolo di fatto a fare la spola con Cosenza, unico centro disposto ad accoglierlo per la terapia. Una sanità martoriata come quella calabrese ha necessità di ritrovare il senso delle priorità: non può e non deve continuare ad essere il terreno di conquista di una classe politica che ne ha fatto un bacino elettorale e un coacervo di clientele, ma deve recuperare quel rapporto con i pazienti e i loro diritti che per lungo tempo è stato disatteso. Mi auguro – conclude Lo Schiavo – che la vicenda delle autorizzazioni mancanti per il rilancio dei centri dialisi nel Vibonese e nel Reggino possa al più presto sbloccarsi e rappresentare, in qualche modo, l’inizio di un nuovo percorso che metta finalmente al primo posto il diritto alla salute dei calabresi».

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