giovedì,Luglio 29 2021

Filadelfia, lanciata una petizione popolare per migliorare la sanità di base

Si lamenta il depotenziamento di servizi già esistenti quali il laboratorio analisi e si chiede la realizzazione di una casa della salute con ambulatori e mini-reparti

Filadelfia, lanciata una petizione popolare per migliorare la sanità di base
Filadelfia

A Filadelfia è stata avviata una petizione popolare al fine di chiedere un miglioramento della sanità di base. Tutte le criticità relative ai servizi socio-assistenziali attivi sul territorio sono emerse con forza durante la pandemia: è quanto è stato sottolineato durante un confronto tra cittadini e medici di base locali. Nello specifico – è scritto in una nota di Filadelfia Attiva -, si è rilevata l’assenza di servizi ambulatoriali di base quali Ortopedia, Dermatologia, Odontoiatria, nonché la mancanza di un punto di primo soccorso dotato di tutta quella strumentazione necessaria per interventi di emergenza; da potenziare invece i servizi già esistenti: Cardiologia, Diabetologia, Neurologia, Angiologia, Otorinolaringoiatria. Lamentato poi il depotenziamento dei servizi presenti, e cioè: la riduzione del servizio di laboratorio analisi a un solo giorno a settimana, rispetto ai due giorni in cui si effettuavano i prelievi; l’inadeguatezza della postazione di continuità assistenziale, carente strutturalmente e di presidi medici. «Considerando che il nostro paese è il più distante dal capoluogo di provincia – scrivono i cittadini di Filadelfia -, oltretutto con un comprensorio a notevole dispersione urbanistica e un bacino d’utenza che supera gli 8000 abitanti, non può essere ulteriormente penalizzato con un paradossale depotenziamento dei servizi sanitari di base». [Continua in basso]

Si denunciano «politiche inappropriate» e le difficoltà delle frange sociali più deboli che spesso rinunciano a curarsi, soprattutto se l’alternativa è affrontare le spese della sanità privata. A Filadelfia è stata istituita la prima Aft (Aggregazione funzionale territoriale) della provincia, con il coinvolgimento di tutti i medici di famiglia del comprensorio. Ma non basta: «Le richieste avanzate in questa petizione si inseriscono nel più ampio piano di riforma della medicina territoriale che vede le Aft e le Uccp (Unità complesse cure primarie) come lo stadio intermedio tra paziente e ospedale».

«Pertanto – si legge nella nota -, gli ideatori di questa petizione chiedono l’attuazione immediata della progettazione sanitaria come stabilito dagli accordi nazionali. Nonostante l’accordo firmato con ACM per potenziare i servizi di Elettrocardiogramma, Spirometria, Eco Doppler, ecc., i finanziamenti sono rimasti nei cassetti della Regione. È del tutto ovvio poi il superamento del servizio poliambulatoriale che andrebbe inserito nella più amplia riforma nazionale sui servizi territoriali che prevede la creazione degli “Ospedali di comunità” e “Case della Salute”. Nello specifico, considerata l’analisi dei bisogni sanitari come su esposti, chiediamo la realizzazione nel nostro territorio di una Casa della Salute. Infatti, le linee guida del Ministero definiscono la Casa della Salute come una struttura polivalente e funzionale in grado di erogare un insieme di cure primarie per garantire la continuità assistenziale e le attività di prevenzione in un bacino territoriale di 5000/10000 abitanti. L’idea base è di concentrare in un’unica struttura la gran parte dei servizi extra-ospedalieri del territorio di riferimento. La Casa della Salute dovrebbe quindi costituire una rete capillare di presidi sanitari con mini-reparti e servizi di assistenza (visite, esami, servizi ambulatoriali, cure domiciliari), sotto le sigle di Aft e Uccp.
Nel quadro di una nuova prospettiva di rilancio dei territori più deboli, chiediamo che finalmente anche il nostro venga inserito in un programma di servizi integrati sul modello della locale Aft. Tali interventi produrrebbero un miglioramento sanitario immediato senza alcun aggravio di spese».
Si confida inoltre nell’Asp di Vibo e nel commissario Maria Bernardi che ha dimostrato attenzione nei confronti di Filadelfia, a partire dalla creazione del centro vaccinale. Tutte le istanze contenute nella petizione saranno sottoposte alle amministrazioni comunali di Filadelfia, Francavilla Angitola e Polia, al commissario straordinario alla sanità calabrese e al commissario Asp di Vibo Valentia.

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